Lamezia, il 3 febbraio l’anteprima del video “I Solchi del Tempo”

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Lamezia Terme – Un evento a conclusione di un progetto durato più di 3 anni e che ha visto impegnati i neolaureati Giuseppe A. Bagnato e Pina Cerchiaro nella realizzazione di un documentario sul territorio alle pendici del Monte Condrò si terrà, il 3 febbraio. Il videoclip, dal titolo “I Solchi del Tempo”, indaga la presenza di alcuni luoghi misteriosi di pregevole interesse storico artistico: la “Petra Cupa”, la “Pietra di Scifo”, il Vallone dei “Griaci”, l’Eremo di S. Elia, il Castello di Caccia di Federico II e la Chiesetta di Quinzi.

Il fotografo, regista e creatore del filmato è Enzo Cittadino, aiutato dalla sua assistente tecnica Antonella Rossi. Il videoclip comprende inoltre l’intervista di alcuni esperti e abitanti del luogo: Angelo Aiello, Francesco Fazio, Giuseppe Molinaro, Lorenzo Talarico, Antonio Vescio,  Francesco Volpe. Tutti gli intervistati saranno presenti all’evento per inaugurare l’iniziativa e “sperare in un riscatto della nostra terra, come la volontà di tramandare le proprie radici”. Il video verrà mostrato in anteprima assoluta presso la sala Consiliare Monsignor Renato Luisi del Comune di Lamezia Terme alla presenza dei quattro sindaci dei diversi comuni: Valentina Cuda (sindaco di Pianopoli), Pietro Fazio (sindaco di Feroleto Antico), Paolo Mascaro (sindaco di Lamezia Terme) e Antonio Muraca (sindaco di Serrastretta). Oltre al loro intervento, vi sarà l’occasione per i saluti anche da parte di Giorgia Gargano (assessore alla Cultura di Lamezia Terme) e Giancarlo Nicotera (presidente del Consiglio Comunale di Lamezia Terme). “L’evento – spiegano gli organizzatori è esteso a tutti i cittadini, giorno 3 febbraio 2023 alle 18. L’auspicio alla base di questo evento è che le persone scoprano e soprattutto si innamorino di questi luoghi dimenticati, con la consapevolezza che aldilà di essi si cela il nostro passato e con esso il nostro futuro”. “Una terra che dovrebbe riflettere i nostri volti – affermano Giuseppe A. Bagnato e Pina Cerchiaro - quelli degli altri e di quelli che sono già stati. Bisogna difenderlo questo albero delle memorie, convinti che se le radici rappresentano il nostro passato e i nostri antenati, tra le fronde verdi ci sono i nostri figli”.

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