Lamezia, Italia Nostra: “Incidenti anche mortali in città, piano viabilità urbana e sicurezza strade lascia a desiderare”

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Lamezia Terme – “Il susseguirsi di incidenti, anche mortali, sulle strade cittadine (4 solo nel mese di agosto) ripropone un dramma che vive la città di Lamezia Terme. Lascia molto a desiderare il piano della viabilità urbana e della messa in sicurezza di molte strade. Sarebbe auspicabile garantire un traffico ordinato e disciplinare in tempi celeri il movimento dei veicoli in città stabilendo priorità e tempi di attuazione degli interventi”. È quanto afferma in una nota Giuseppe Gigliotti di Italia Nostra Lamezia.

“Quasi dovunque si nota la mancanza della segnaletica orizzontale e verticale per la regolamentazione del traffico veicolare e pedonale, con il ricorso ad adeguati sistemi tecnologici, su base informatica di regolamentazione e controllo del traffico, nonché di verifica del rallentamento della velocità e di dissuasione della sosta e della velocità, al fine anche di consentire modifiche ai flussi della circolazione stradale che si rendano necessarie in relazione agli obiettivi da perseguire – continua - I numerosi incidenti, che ripetiamo hanno comportato anche il decesso di alcuni cittadini, oltre che il loro ferimento, destano preoccupazione e rilevano quanto sia urgente adoperarsi per la messa in sicurezza delle strade cittadine. Il problema riguarda anche le periferie e le strade provinciali. Solo pochi giorni fa, il 25 settembre, in via Malaterra, un motociclista ha investito tre persone: un bambino di 5 anni su una bici elettrica, il fratello di 16 anni e il padre dei due. La strada, che va da Via Pieonaci proseguendo per Via Malaterra, per come già segnalato, è priva di marciapiedi e di cunette di segnaletica verticale ed orizzontale. Chiediamo alle forze politiche di adoperarsi per porre in sicurezza le strade cittadine. Possibile che in questa città prevale il silenzio e l’amministrazione comunale, quando associazioni come la nostra, pone in risalto i problemi della collettività si fatica a prenderne atto?”.

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