Lamezia, l’attore e regista Francesco Branchetti al Grandinetti per AMA: “In Calabria si va a teatro per passione”

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Lamezia Terme - Sarà al Teatro Grandinetti il 19 gennaio per AMA Calabria “Il Diario di Adamo ed Eva”, una pièce tratta dall’omonimo libro di Mark Twain, diretta e interpretata da Francesco Branchetti, con Corinne Clery nel ruolo di Eva, e la partecipazione di Mario Biondino e Giorgia Battistoni. Attore e regista eclettico, diviso fra teatro, cinema e televisione, Branchetti ha lavorato a produzioni che tutti ricordano grazie all’enorme successo di pubblico riscosso: “Un medico in famiglia”, “Una donna per amico”, “Elisa di Rivombrosa”, “Cronache del Terzo Millennio”, “Le Ombre Rosse”, per fare alcuni esempi.

Sulla base della sua esperienza, qual è il segreto di una storia di successo?

"Il segreto sta nella capacità di centrare le problematiche del presente: la vicinanza ai cittadini, agli spettatori. Bisogna restare aderenti alla vita del proprio pubblico. Vale per la televisione, per il cinema e anche per il teatro".

Lei spazio dal palcoscenico alla macchina da presa, sia come regista che come attore, vestendo spesso contemporaneamente entrambi i ruoli. Come ha cominciato, e in quale ambito preferisce muoversi attualmente?

"Da subito ho diretto e interpretato i miei spettacoli, e ho anche avuto la fortuna di dirigere grandi attori – Pino Micol, Mariano Rigillo, Barbara De Rossi – e di ottenerne la collaborazione e la stima. Di sicuro sono un grande amante del cinema, e ho una grande confidenza con il teatro. Vivo la televisione con più distacco, ma credo che negli ultimi anni stia migliorando molto, soprattutto grazie alle serie, alcune delle quali riescono a tenere testa al cinema. Certo, il mio pane quotidiano è il teatro".

“Il Diario di Adamo ed Eva” esplora in chiave ironica ma allo stesso tempo con estrema profondità le dinamiche dei rapporti fra uomo e donna. Come nasce l’idea di raccontarle a teatro, e di scegliere proprio questo tema?

"“Il Diario di Adamo ed Eva” è un testo che amo da vent’anni, ed è anche il preferito di Woody Allen. È un libro-simbolo del ’68: attraverso la figura di Eva tratta infatti, in maniera pioneristica, il tema dell’emancipazione femminile. Racconta cose serissime facendo ridere, cosa per me straordinaria. In realtà, quasi tutti i miei spettacoli trattano del rapporto uomo-donna. Questo, in particolare, racconta di quanto sia bello superare insieme le difficoltà di questo rapporto – che esistono da quando esistono i due sessi – senza sfuggirle, con un atteggiamento positivo. Nel mondo di oggi, dove ogni giorno c’è un femminicidio, e la violenza non è solo nei fatti ma nell’approccio all’altro, questo è un testo educativo, in cui le esigenze della donna e i problemi dell’uomo vengono considerati legittimi, e trattati con tenerezza ma anche attraverso lo strumento efficace dell’ironia".

Era già stato in Calabria per lavoro? Cosa si aspetta dal pubblico?

"La Calabria è una delle regioni in cui sono stato più spesso, ho recitato in quasi tutti i suoi teatri. C’è un pubblico vero, con cui è possibile un confronto reale. Il teatro, infatti, diversamente dal cinema e dalla televisione, dà la possibilità di esprimere il livello di gradimento. Ma mentre nelle grandi città il pubblico è viziato dall’abbondanza dell’offerta e risente delle mode, in Calabria si può imparare dalle reazioni della platea, perché si va ancora a teatro per passione, non per moda".

Giulia De Sensi

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