
Lamezia Terme - Un incontro speciale quello organizzato presso il Civico Trame con un ospite torinese molto conosciuto dagli utenti della rete: youtuber, scrittore, attivista, ma soprattutto docente, Matteo Saudino, AKA BarbaSophia, è un divulgatore di temi filosofici che semina domande, allargando la platea dei propri studenti all’universo del web, con esiti notevoli: 306.000 iscritti al canale, 46 milioni di visualizzazioni, un’attività instancabile che lo vede ormai presente ad eventi e festival sparsi per la penisola, e anche nelle librerie, con i suoi libri per ragazzi e con il saggio “Ribellarsi con filosofia”. Ne ha discusso a Lamezia, dialogando con il docente Armando Canzonieri, nell’ambito del progetto “Civic Up – Laboratorio di cittadinanza per giovani protagonisti”, a cura di Fondazione Trame, ALA, e in collaborazione con Mammut Teatro, sostenuto con fondi 8 per 1000 della Chiesa Valdese.
Colpisce di BarbaSophia l’uso dell’aggettivo “politico” in senso proprio, letterale, etimologico: per cui “Civico Trame è un luogo di impegno politico”, ma anche “la scuola è un luogo politico, l’ultimo luogo dove cioè si può fare comunità, ed esprimersi sui grandi temi”. Grandi temi come l’ecologia, la violenza di genere, il bullismo, ma non solo: sono grandi temi anche le domande eterne che l’uomo si pone da millenni, e che non sono mai cambiate: “Ci chiediamo ancora come Talete, dopo secoli di ricerca scientifica, cosa sia l’Universo – se in espansione, se si restringe, se è a bolle o è un Multiverso –, ma ci chiediamo anche come Platone, dopo la nascita della psicanalisi, cosa sia l’Amore, e non sappiamo dare una risposta migliore della sua: l’amore, dice “Il Simposio”, è incompletezza, ricerca e movimento continuo verso l’oggetto amato”. E comunque l’importante, in un tempo in cui siamo perennemente distratti e risucchiati da una realtà virtuale che ci sfrutta, non è solo dare una risposta alle domande: è non smettere e non aver paura di farle a noi stessi.
“Molti filosofi si sono interrogati su cosa sia la felicità, ma oggi spesso abbiamo paura di chiederci se siamo felici, soprattutto gli adulti, perché la risposta potrebbe abbatterci, disorientarci”, spiega Saudino, “Invece i bambini no: non hanno paura di chiedere e di chiedersi nulla. Per questo sarebbe importante partire con lo studio della Filosofia, intesa non come storia del pensiero ma come dialogo e ricerca, fin dalle primarie, e valorizzare nuovamente il ruolo della scuola come luogo di formazione, non solo finalizzata all’occupazione, ma in cui si impara a pensare”. Infine, una riflessione importante: “Non dobbiamo mai aver paura delle domande, perché non dobbiamo mai aver paura del disorientamento che può derivarne: anche nelle favole – Cappuccetto rosso, Hansel e Gretel, Biancaneve – il protagonista-fanciullo cresce dopo aver incontrato delle difficoltà, dei nemici, degli ostacoli: dopo essersi perso nel bosco. Dunque non dobbiamo aver paura di perderci, perché è nel ritrovarci che realmente diventiamo noi stessi”.
Giulia De Sensi
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