Lamezia, la figura di Graziella Riga ricordata da Soroptimist nel Festival del genio femminile al Museo Archeologico

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Lamezia Terme - Una donna bella e autorevole, e soprattutto una persona che ha fatto della propria autonomia il fulcro di un’intera esistenza: Graziella Riga, prima parlamentare donna di Lamezia Terme, nonché prima consigliera comunale e presidente del Comitato per le Pari Opportunità della città, è stata scelta da Soroptimist, rappresentata dalla sua presidente lametina Rachele Iovene, come oggetto di una delle conferenze del Festival del genio femminile, che nella sua II edizione ha avuto come tema “Donne tra Politica e Istituzioni”.

L’incontro si è svolto nella sala del Museo Archeologico Lametino, con padrona di casa la direttrice Simona Bruni, che ne ha riconfermato la “vocazione di apertura al territorio nella valorizzazione non solo del suo patrimonio materiale ma anche delle risorse umane”. La figura di Graziella Riga è stata presentata sotto molteplici aspetti: quello di personaggio politico, di insegnante, di compagna di partito, di donna proiettata nelle relazioni personali e di famiglia, grazie rispettivamente agli interventi di Stefania Mancuso, Sabrina Curcio, Rosa Tavella, Nuccio Iovene e Gianni Speranza, di Michela Cimmino, e di molti altri che avendola conosciuta hanno voluto lasciare una testimonianza. È emersa la figura di una donna forte, capace di affermare la propria personalità e le proprie scelte politiche in un contesto dove le lotte per l’emancipazione femminile erano ancora solo agli inizi. Ultima e unica figlia femmina in una famiglia di maschi, dove i genitori hanno un indirizzo politico lontano dalla sinistra, Graziella Riga nasce a Cortale il 31 agosto del 1941. Ha una formazione cattolica e si impegna nel gruppo di don Saverio Gatti. Laureata a Pisa in Lettere Classiche, comincia ad insegnare giovanissima al Liceo Classico “Francesco Fiorentino”, e proseguendo la sua vocazione di lotta per gli ultimi, si iscrive, come i fratelli Giovanni, Pasquale e Peppino, al PCI. Eletta nel 1970 negli organismi dirigenti, viene candidata ed eletta sia nel consiglio comunale di Lamezia Terme che in quello provinciale di Catanzaro. A seguire viene eletta deputata, e rimane in Parlamento per due Legislature, dal ’72 al ’76 e dal ’76 al ’79, facendo parte rispettivamente della IX Commissione (Agricoltura e Foreste) – unica donna insieme alla bolognese Talassi – e della V Commissione (Bilancio Programmazione e Partecipazione Statale) – unica donna in assoluto. Note le sue battaglie per la tutela del lavoro nelle campagne (riduzione del canone di fitto, mezzadria) e per il rispetto del diritto allo studio nelle classi più deboli. Dopo l’esperienza in Parlamento ritorna semplicemente al suo lavoro d’insegnante a Lamezia, che proseguirà per il resto della vita, senza tuttavia staccarsi dalla politica e dal partito.

Viene da tutti ricordata per la forza, l’eloquio e la bellezza straordinaria, tre caratteristiche che difficilmente si incontrano nella stessa persona, e che costituirono probabilmente una sfida difficile nel rapporto col mondo di una donna determinata ad affermarsi autonomamente al di là della propria connotazione di genere. Una sfida affrontata con grande intelligenza e raffinatezza, che le valsero il rispetto e l’ammirazione profonda di generazioni di alunni e compagni, pronti a considerarla ancora oggi elemento carismatico e insostituibile del proprio percorso. Un risultato raggiunto grazie alle sue idee di donna profondamente moderna, antesignana di valori e diritti contemporanei – per i quali, come ricordato da Rosa Tavella, oggi si batterebbe – e dunque, secondo una proposta fatta da Gianni Speranza, e approvata da Michela Cimmino e dal sindaco Mascaro (accompagnato dall'assessore alla cultura Gargano), meritevole di essere ricordata nelle scuole, come esempio fondante per le generazioni future.

Giulia De Sensi

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