
Lamezia Terme – Tanti pensieri e riflessioni libere contro la guerra, e tutte le guerre, hanno accompagnato la ‘Marcia per la pace’ dei giovani allievi dell’Istituto comprensivo ‘Don Milani’ di Lamezia Terme. Filo conduttore della manifestazione odierna sono state la pace e la solidarietà comune aborrendo la guerra e i suoi strascichi negativi nonché prevaricazioni di ogni altro genere che essa può comportare. Il giovane corteo sventolante la bandiera della pace guidato dai docenti, personale scolastico e genitori galvanizzati nel vedere i loro piccoli inneggiare la pace è partito con tutto il suo carico di solidarietà e colore dalla struttura scolastica per giungere su corso Nicotera, nell’area pedonale delle palme, dove si sono tutti radunati e circoscritto con un grande telone multicolore arcobaleno rappresentate la pace alcune zone dell’area. Qui gli scolari e gli intervenuti hanno intonato il loro dissenso alla guerra. Tutto questo è stato manifestato con frasi, canti poesie e riflessioni con l’intento di gridare un deciso diniego a tutte le ostilità.

Tra i presenti all’evento anche Don Giacomo Panizza che ha voluto dare ai giovanissimi un suo particolare saluto e sprone: “Se c’è qualcuno che vuole fare scoppiare la guerra, noi dobbiamo fare scoppiare la pace, perché - ha incitato - la pace è la testa che ragiona”. A dare un concorde contributo la stessa scuola che ha organizzato questa marcia per dire e ribadire una chiara disapprovazione a tutte le guerre presenti nel mondo. “Il giusto scopo della scuola Don Milani è stato inoltre quello di perseguire il motto di Don Milani: ‘I care’, così da concorrere per il bene comune, e confermare che la guerra è una cosa indicibile, aberrante - hanno continuato - e che la si può vincere seminando semi di pace e fratellanza”. Si è trattato oggi di un intento, quindi, per attivare la parola pace a livello globale e, come concluso dal presidente del Consiglio d’istituto, orgogliosa di fare parte di questa scuola che, “ha saputo racchiudere la speranza di pace voluta dai suoi ragazzi al grido di: Viva la pace e no alle guerre”.

“Vorrei che non esistesse mai il dolore ma che ovunque ci fosse l’amore”. “Voglio una terra senza soldati senza più guerre né campo minati”. E, ancora: “Chi ama la pace non fa la guerra. Non si uccide per comandare, non si conquista per liberare, non si invade per difendere i diritti non possono offendere. L’odio è nemico di tutta la terra”. Sono solo alcuni dei messaggi contro la guerra dei piccoli studenti.
Francesco Ielà








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