Lamezia, nasce “Una città dove vivere bene”: Associazione di impegno civico e formazione politica. Lo Moro: “Sarò la garante dei giovani”

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Lamezia Terme - “Necessità di civismo, uno spazio aperto, un luogo dove condividere idee, un luogo di formazione che contribuisce alla crescita di una nuova classe politica competente. Un’associazione che si ispira al centrosinistra, ai valori della Costituzione, antifascista, che tutela l’ambiente, che lavora per una migliore qualità della vita di questa città”. Nasce con questi e altri propositi etici, “Una città dove vivere bene”, una nuova Associazione civica e politica, presieduta dall’onorevole Doris Lo Moro e presentata al Chiostro San Domenico. In una sala affollata, i promotori dell’iniziativa hanno illustrato i motivi della scelta di costituirsi come Associazione, per “approfondire i temi più importanti legati alla città, ma soprattutto grande rilevanza per la formazione dei giovani per una classe dirigente preparata ad affrontare i cambiamenti che la società impone”.

Molti gli interventi che hanno caratterizzato la serata in un clima di grande positività per il prosieguo e in vista del nuovo anno. A concludere, la presidente, Doris Lo Moro. “È un cammino che riprende - ha detto - l'avevamo detto in campagna elettorale. Io sono sempre dell'opinione che quando ovviamente uno ha la possibilità, l'energia di farlo, dovrebbe mantenere quello che dice. Avevamo detto che il sogno sarebbe continuato e che avremmo tentato un percorso anche di formazione, di coinvolgimento delle nuove generazioni. Del resto, molti giovani erano coinvolte nelle liste e molti giovani sono coinvolti in questa associazione. Un percorso che continua, che va al di là della tipica associazione culturale. La formazione politica - ha proseguito - è l'oggetto principale. La politica è al centro della nostra attenzione, e ovviamente non si tratta soltanto della politica cittadina, anche se noi parliamo di una città dove vivere bene. Una città grande, bella piena di energie ma anche diciamo, non proprio al meglio come la nostra, deve imparare a collocarsi in un contesto regionale e nazionale. Parleremo di tutto, del referendum per esempio sulla giustizia, potremmo parlare dell'autonomia differenziata, potremmo parlare della guerra dovremmo parlare di tutte queste cose perché la formazione è un fatto complessivo”.

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Un’Associazione che ha “bisogno di approfondimento. Su tutto: dal capire il bilancio comunale, come ci deve muovere, come devono muoversi i giovani che saranno i futuri consiglieri comunali. Capire il concetto di legalità, perché in questa città si parla approssimativamente del tema della legalità e vediamo in questo periodo il ritorno di certi episodi”. L’attività dell’Associazione, ha rimarcato Doris Lo Moro, “può riguardare le cose locali che non sono affatto piccole cose, ma poi riguarda ovviamente i contesti più ampi dove bisogna essere capaci anche oggi di conoscere la geopolitica e questo richiede un'attenzione, e richiede anche alla partecipazione alla formazione di soggetti qualificati, e quindi faremo questo percorso insieme ai giovani. Ci sono molti giovani delle liste nell'associazione, e lo dico perché in realtà abbiamo operato già un primo step per capire chi siamo”. Una risposta, in sostanza, all’apatia dei giovani nei confronti della politica, anche per punti di riferimento oltremodo lontani dalla pratica del bene comune. E la Lo Moro, infatti, ha confermato questi propositi.

“Questo è un dato positivo - ha evidenziato - perché c'è la presenza di molti giovani. I giovani oggi sono molto esigenti, e quindi si avvicinano se non si parla per slogan se non si è approssimativi”. Alla domanda sul suo ruolo all’interno dell’Associazione, la Lo Moro ha sottolinea il compito di  essere “una formatrice. Mi sento un po' la garante di questo percorso, perché avrei potuto già da subito affidare a qualcuno la presidenza dell'associazione perché in fondo quello che voglio, è dare il testimone ad altri. Perché io non ho bisogno di personalismi, ma voglio restituire quello che ho acquisto nella mia vita politica”.

A. C.

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