
Lamezia Terme - Una serie di dati imprescindibili, soprattutto in questo complesso momento storico, nel 32esimo Dossier Statistico sull’Immigrazione, presentato in un incontro presso la sala convegni del seminario vescovile, a cura della dottoressa Roberta Saladino, referente regionale del Centro Studi Idos e ricercatrice presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Unical. L’incontro, cui hanno partecipato anche alcune classi dell’IPSAAR “Luigi Einaudi”, è stato introdotto dal direttore della Caritas Diocesana don Fabio Stanizzo e dalla rappresentante della sede lametina dell’Università Pegaso Anna Carbone, e ha visto la presenza del Capo di Gabinetto della Prefettura di Catanzaro Vito Turco, del sindaco di Lamezia Paolo Mascaro e del sindaco di San Pietro a Maida Domenico Giampà, latori di saluti istituzionali e della propria personale esperienza di amministratori rispetto alla questione dell’immigrazione. A presentare le proprie relazioni e testimonianze sul tema, il tenente colonnello della Guardia di Finanza Alberto Lippolis, la cofondatrice di Comunità Progetto Sud Marina Galati, il professore Giovanni Orlando Muraca, docente del “Luigi Einaudi”, e infine Elisabetta Cerminara, assistente sociale per Caritas.

Tre i piani di sviluppo del Dossier: internazionale, nazionale, regionale, ma come sottolineato da Turco “un piano statistico profondamente compenetrato a quello sociologico”. “Per quanto riguarda i dati internazionali” chiarisce Saladino, “la maggior concentrazione di sbarchi di migranti si rileva in realtà fra il 2010 e il 2018, con una lieve battuta d’arresto durante il periodo Covid. La rotta più pericolosa risulta essere ancora quella del Mediterraneo centrale, ovvero gli sbarchi dalla Libia. Quasi il 60% dei migranti si stabilisce poi nel nord Italia e le regioni con maggiore densità sono Lombardia, Lazio ed Emilia Romagna. La Calabria è al 14esimo posto con 93.845 unità. La maggior parte della popolazione straniera residente viene da Romania, Marocco, Ucraina, Bulgaria, India. Poco più di 34.000 sono gli stranieri che risultano occupati, soprattutto nel settore dei servizi, in agricoltura, nell’industria, ed esistono circa 15.000 imprese condotte da stranieri. La loro età media è di 44 anni, cosa che provoca un ringiovanimento strutturale della nostra popolazione, soggetta a problemi di ricambio generazionale. A marzo 2022 la popolazione di nazionalità Ucraina nel nostro paese è schizzata a 27.000 unità, a causa della guerra”. Racconta da vicino il dramma degli sbarchi il colonnello Lippolis, che sottolinea come la funzione repressiva del fenomeno non sia affatto indirizzata su chi sbarca, che deve essere comunque aiutato, ma sugli organizzatori del traffico, che vanno prontamente individuati e arrestati.
“Lo scorso anno ci sono stati 128 sbarchi, con 12.442 migranti salvati e 155 arresti”, dichiara. Si concentra sulla costruzione di un futuro di pace Marina Galati, membro del Coordinamento nazionale delle comunità d’accoglienza e ultimamente cofondatrice del Movimento Europeo di Azione non-violenta, che si batte per gettare le basi di una possibile ricostruzione postbellica in Ucraina. “Occorre parlare ovunque di pace, anche in tempo di guerra”, dice, “lavorare sull’accoglienza e sulla democrazia, curare i traumi”. Forte la necessità per farlo di personale qualificato e adeguatamente formato, anche in ambito scolastico, come sottolineano il professor Muraca e la dottoressa Cerminara. “Abbiamo preferito, rispetto all’Ucraina, di non procedere con la raccolta di viveri e beni di prima necessità, ma di fare una raccolta fondi”, sottolinea quest’ultima, “per far girare di nuovo l’economia distrutta del paese. Abbiamo attivato inoltre un’accoglienza su piccoli numeri, ma che potesse durare sul medio e lungo termine, coinvolgendo associazioni, parrocchie e privati. Attualmente risultano accolte in città 29 persone, ma ne sono passate molte di più. Tanti ci hanno aiutato: il Masci ha messo a disposizione la Domus, la Multiservizi ha donato 60 abbonamenti per spostarsi sui mezzi pubblici, la Conad come azienda nazionale ha offerto dei bonus spesa da 50 euro, la comunità ucraina di Lamezia, con il suo sacerdote, ci ha offerto aiuto per tradurre le richieste e i documenti dei rifugiati. A volte non basta il cuore, ci vogliono anche i mezzi e la formazione giusta per aiutare chi è in difficoltà”.
Giulia De Sensi

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