Lamezia, presentato in Tribunale "RE.MI.UM": progetto pilota per autori e vittime di violenze

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Lamezia Terme - Nasce dalla sinergia fra Centro Antiviolenza Demetra, Ordine degli Avvocati e Comitato Pari Opportunità Ordine Forense di Lamezia Terme il progetto RE.MI.U.M.(Rete di servizi per donne migranti e uomini maltrattanti).Il progetto, totalmente innovativo e ancora unico nel suo genere sul territorio della provincia, è stato presentato in Aula Garofalo nell’ambito dell’evento formativo “Le radici della violenza: autori e vittime di reato” e si propone di colmare il gap di interventi relativamente a due categorie che richiedono attenzioni speciali: la prima, quella delle donne migranti, perché particolarmente fragile dal punto di vista della violenza di genere; la seconda, quella degli uomini autori di violenza, in accordo con il piano strategico nazionale del Ministero delle Pari Opportunità e con le linee guida nazionali ed europee. Sono già previsti dalla Legge nel nostro Paese, infatti, percorsi di recupero per i soggetti maltrattanti, specie in caso di sospensione della pena, ed è stata riscontrata da tempo la necessità di agire sulla rieducazione, nell’ottica di un progresso culturale che coinvolga la società nel suo insieme. Ne parla diffusamente nel suo intervento l’assessore alle Pari Opportunità di Lamezia Terme Teresa Bambara, preceduta nei saluti dall’avvocato Dina Marasco, presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Lamezia Terme, e dall’avvocato Antonio Miscimarra, segretario della Camera Penale di Lamezia Terme.

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“Occuparsi degli uomini – dice introducendo l’avvocato Angela Davoli, presidente del Comitato Pari Opportunità dell’Ordine Forense di Lamezia Terme – non va a detrimento del diritto di difesa delle donne rispetto a quello che è e rimane un reato che va comunque punito a norma di legge. Il fatto è che la violenza di genere non è solo un problema giuridico o di pene: è violenza assistita da parte di minori, è sfacelo per tutta la società. Dunque si tratta di valutare la possibilità di una rieducazione”. “Naturalmente – aggiunge Anna Fazzari, psicologa e presidente del C.L.E.S. – si tratta di dare l’opportunità a questi soggetti di riflettere sulla loro modalità di relazione, attivando un cambiamento, ma con la ferma intenzione di non giustificarne mai il comportamento, limitandosi a comprenderne le radici per estirparle”.

La dottoressa chiarisce inoltre che si accede al servizio telefonicamente, ma non basta questo: prima si procederà a valutare che non ci sia da parte del soggetto il semplice desiderio di avere delle agevolazioni penali. La valutazione viene fatta da uno psicologo, un professionista di sesso maschile, che si occuperà di capire se esiste una motivazione reale a intraprendere il percorso e, in caso positivo, prenderà in carico la persona. Se la terapia avrà successo, questa verrà poi inserita in un gruppo di autoaiuto costituito da altri soggetti con le stesse vicissitudini. Onde evitare, per ragioni di sicurezza e di opportunità, di inserire il percorso negli stessi locali del Centro riservati alle donne, il Comune ha già riservato allo scopo altri locali preposti. A proseguire il discorso sulla normativa e, in particolare, sugli ottimi risultati dell’introduzione del Codice rosso per i casi di violenza di genere, la dottoressa Marica Brucci, Sostituto Procuratore della Repubblica del Tribunale di Lamezia Terme e poi la dottoressa Gabriella Reillo, Presidente di sezione della Corte di Appello di Assise di Catanzaro.

Giulia De Sensi

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