Lamezia, presentato libro “Noodles, acqua bollente e lacrime” di Albertini al liceo “Galilei”

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Lamezia Terme - Il successo di un libro, soprattutto se letto da un pubblico di giovani studenti, si misura dalle molteplici riflessioni che esso alimenta nelle loro menti. È quanto è accaduto stamattina, presso il Liceo “G. Galilei”, dove Alberto Albertini, scrittore bresciano, giornalista, docente universitario, nonché consulente di marketing e comunicazioni, ha presentato il suo nuovo lavoro, dal titolo “Noodles, acqua bollente e lacrime”.

A moderare l’incontro, i docenti Emanuele Cartella e Manuel Iannazzo; a porgere i saluti, a nome di tutta la comunità scolastica galileiana, la dirigente scolastica, Teresa Goffredo. “I contenuti del libro, oggetto di lettura da parte degli studenti presenti, sono venuti fuori da un armonioso dialogo tra il giovane pubblico, che ha rivolto numerose domande e l’ospite, che, ben volentieri ha risposto, non senza complimentarsi per l’acutezza delle riflessioni partorite dai giovani studenti -  fanno sapere dal Liceo- Si è partiti dal titolo stesso del libro, in cui lo scrittore, prende spunto dalla metafora del cibo istantaneo - il ramen liofilizzato, consumato dai lavoratori che viaggiano - per affermare che la vita è sacrificio, lavoro, studio. Pur non esistendo ricette valide per riuscire nella vita, sicuramente si può fare tesoro di consigli che aiutino a realizzarsi. E Albertini, facendo riferimento a suoi personali accadimenti familiari che lo hanno particolarmente segnato, e a sue esperienze in qualità di imprenditore, docente e studioso, racconta storie vissute in prima persona, affiancate da storie di campioni sportivi, filosofi, scienziati e tante altre eccellenze, che, con i loro vissuti, rappresentano, per i giovani, un importante esempio da seguire, per riuscire nella vita. Molteplici i consigli offerti agli studenti, per proseguire con successo negli studi, nelle future scelte universitarie e negli atteggiamenti da adottare in quelle che saranno le loro esperienze lavorative. Il messaggio che ha particolarmente colpito gli studenti è stato quello di non fermarsi mai dinanzi alle difficoltà: lo stesso fallimento può rappresentare un punto di partenza. Ma bisogna sempre puntare in alto e, soprattutto, alzare l’asticella, perché, solo così, ognuno potrà notare ‘l’abilità nel superarla’”.

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