
Lamezia Terme – Con la prima domenica di Quaresima ritorna la bambolotta della ‘Corajisima’ in via Piedichiusa. Si tratta di una vecchia usanza molto praticata e sentita in particolare una volta nella vecchia Nicastro e vuole significare l’arrivo della Quaresima. Una volta questo periodo era percepito per alcuni e in particolare dai più benestanti, come una ‘parentesi molto triste dell’anno’, perché seguiva il martedì grasso, e dunque la fine della goliardia e del sollazzo del Carnevale comunicando, con il mercoledì delle ceneri, l’inizio del digiuno quaresimale. La tradizione stante in un pezzo della nostra memoria storica e dei più anziani, sembrava ormai andata persa; ma, da qualche giorno è rivissuta nel nostro antico centro storico dove un residente ha voluto con tenacia rinnovarla. Un modo quindi per tramandare o fare apprendere le antiche usanze ai più giovani o a chi non le conosce.
La Corajisima rappresenta la ‘Quaresima’ ed è un pupazzo raffigurante una donna vestita dai colori del lutto. Essa piange la morte di Carnevale ed è rappresentata con un pupazzo di stoffa o stracci neri penzolante tra i balconi delle abitazioni. Nel dettaglio Corajisima è posta su un filo teso assieme a del pesce, una aringa e una sarda salata significanti l’inizio del digiuno quaresimale e l’astinenza dai cibi grassi. Nel fuso è presente anche una patata infilzata con sette piume, sette quante sono le domeniche che dopo il Sabato Santo porteranno alla Pasqua, giorno in cui le sette piume (tolte di settimana in settimana) assieme a Corajisima, saranno definitivamente rimosse.
Francesco Ielà
© RIPRODUZIONE RISERVATA
