Lamezia, supermercati in crisi per caro bollette: dai frigoriferi spenti al rischio licenziamenti

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Lamezia Terme - "Siamo di fronte ad aumenti davvero spropositati mai visti. Bollette più che triplicate che ci costringono a rivedere tante cose. Per primo siamo stati costretti a chiudere molti frigoriferi e in uno dei nostri centri abbiamo chiuso il reparto ristorazione con tre persone che rischiano il licenziamento". Un'ondata drammatica quella che sta investendo imprenditori, commercianti e naturalmente le famiglie italiane e lametine. Un'ondata che si traduce, come racconta al Lametino.it Angelo, uno dei titolari di alcuni fra i supermercati più importanti di Lamezia, in tagli a scapito di dipendenti e prodotti, e disagi per i consumatori.

Da giorni ormai al bancone dei salumi sono esposte le fatture della fornitura di energia elettrica. Bollette di 23.778,65; 82.305,26; 74.112,01 per un totale di 180.195,92 euro da pagare. 

"Intanto - aggiunge Angelo - non possiamo nemmeno aumentare i prodotti più di quanto è stato già fatto e stiamo razionando anche l’aria condizionata. Il nostro approvvigionamento di frutta e verdura per esempio è locale, e anche qui i costi sono aumentati. Come già detto, abbiamo dovuto chiudere molti frigoriferi e tante vetrine bar con prodotti da bere. La situazione è questa. Servono interventi seri e concreti perché così non si può andare avanti".

Nella zona di corso Eroi di Sapri, incontriamo Davide, titolare di un supermarket. "Ho subìto un aumento del 50 per cento sull'ultima bolletta della luce. Finché accade la prima volta, la seconda, si fanno sacrifici e si paga. Ma se si va avanti così, davvero diventa impossibile riuscire a mantenere le attività. E lo dico perché sento ogni giorno amici commercianti o imprenditori che vivono enormi disagi. Chi governa deve assolutamente prendere provvedimenti".

È un grido d'allarme anche in città dunque. Un'emergenza nazionale che non risparmia gli imprenditori di Lamezia e le famiglie. Bar, pasticcerie, ristoranti, esercenti piccoli e grandi, hanno ricevuto bollette così esose da mettere a rischio la loro attività. “È evidente - ci dice Lino, un altro commerciante con attività in un vicino centro commerciale - che ci sia una speculazione in atto. Io ho ricevuto una bolletta quasi quasi triplicata e questo mette a rischio l'attività. Dopo due anni di pandemia non ci voleva proprio".

Appello di Federcuochi e pasticceri: rischio chiusure di massa

"Facciamo un appello affinché vengano ridotti al più presto i costi delle bollette, che rischiano di portare a chiusure in massa delle attività. La ristorazione è ormai alla canna del gas, è proprio il caso di dirlo". Così la Federcuochi e la Conpait, Confederazione pasticceri italiani in merito al grido d'aiuto che giunge da ristoratori e pasticceri di tutta Italia che hanno visto aumentare i costi delle bollette gas e luce di circa il 300%. A dimostrazione che non solo a Lamezia la situazione sta diventando sempre più preoccupante.

"Non è pensabile - proseguono le due sigle - continuare a chiedere sacrifici a chi è stato già fortemente penalizzato dalla crisi dovuta alla pandemia. Di questo passo andare al ristorante, in albergo o semplicemente in gelateria o pasticceria diverrà un lusso per pochissimi eletti. Siamo in una situazione drammatica. La politica deve intervenire immediatamente per porre un freno a questi aumenti insostenibili, fissando un tetto massimo per le tariffe dei consumi energetici".

Insomma, in vista dell'autunno, e con la minaccia di nuovi rincari, il futuro immediato diventa oltremodo incerto per tutti. Mentre la politica discute, le imprese soffrono e le famiglie arrancano.

Antonio Cannone

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