
Lamezia Terme – Inizia oggi la prima domenica di Quaresima, ‘Ha trasutu ‘a corajisima! ‘È entrata la Queresima’, un periodo che probabilmente un tempo era vissuto in particolare dalle classi più abbienti, come il periodo più triste dell’intero anno. Questo perché dopo le baldorie, il bagordare dei tre giorni finali del Carnevale vi seguiva proprio questo, quello dall’astinenza e del digiuno. Infatti, con il già passato mercoledì delle ceneri si è entrati nella preparazione alla Pasqua ed è proprio in questo momento che torna a fare ‘capolino’ appesa e penzolante su di un filo, una nostra vecchia conoscenza la bambolotta Corajisima. La bambola rappresenta la ‘Quaresima’. È rappresentata da un pupazzo che raffigura una donna vestita dai colori del lutto perché piange la morte di Carnevale. La sua raffigurazione è un pupazzo vestito di stoffa o stracci neri e penzola tra i balconi delle abitazioni. L’aspetto di astinenza, imposto dal periodo quaresimale, è rafforzato oltre che dal vestiario della bambola anche dai simboli attaccati allo spago che la regge.

Corajisima è posta su un filo teso con i suoi principali simboli ossia del pesce (una aringa o una sarda salata) che vogliono significare l’inizio del digiuno quaresimale, quindi l’astinenza dai cibi grassi, da quelli dolci e dalla carne (perché considerato un alimento di lusso). Nel fuso è presente anche una patata infilzata con sette piume, sette quante sono le domeniche che dopo il Sabato Santo, porteranno alla Pasqua giorno in cui queste piume (tolte di settimana in settimana) assieme a Corajisima saranno definitivamente rimosse. Il rinnovamento di questa antica tradizione è molto importante perché mantiene vivo un significativo pezzo della nostra memoria storica.
Francesco Ielà
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