
Lamezia Terme - Un ulteriore passo in avanti per Fondazione Trame che inaugura il 2023 con una serie di importanti novità: “Abbiamo deciso di iscriverci al Registro Unico del Terzo Settore per aprirci a nuove possibilità e quindi di trasformarci in una Fondazione di Partecipazione, aperta ai singoli cittadini, alle associazioni, agli enti pubblici e privati e alle realtà interessate, che potranno dare il proprio contributo” annuncia il presidente Nuccio Iovene, affiancato dalla direttrice Cristina Porcelli e dal consiglio d’amministrazione formato da Maria Teresa Morano, Armando Caputo e Gioacchino Tavella. A questo scopo la Fondazione ha già avviato una raccolta fondi per creare un capitale sociale che consenta a questa realtà, ormai radicata sul territorio e fervida d’iniziative, di avere una propria indipendenza sul piano economico, sganciandosi il più possibile dalla corsa ai bandi e ai fondi pubblici, vincolati all’ondivaga stabilità politica di un contesto poco prevedibile, a tutti i livelli.
“Non pretendiamo di navigare in acque sicure - sottolinea Iovene - ma semplicemente di continuare a tenere a galla le nostre tematiche, non sempre mainstream, aprendoci sul piano nazionale a nuove esperienze”. Fra queste, la creazione futuribile della prima rete dei festival antimafia in collaborazione con alcune importanti gruppi associativi italiani: “Noi contro le Mafie”, “Avviso Pubblico”, associazione “daSud”, che condividono con Trame lo stesso spirito e la necessità di avviare percorsi comuni. Nuove iniziative in realtà sono già state avviate, alcune, riportate dalla direttrice Cristina Porcelli, in tempi recentissimi: ad esempio, l’istituzione della “Giornata della memoria lametina delle vittime innocenti di ‘ndrangheta” nella giornata del tragico attentato a Tramonte e Cristiano, la partecipazione al meeting annuale di “Vita a Sud” a Cagliari, la collaborazione con Treccani Cultura per promuovere la lettura nell’Istituto penale minorile di Catanzaro, o quella con Scuola Holden per portare la scrittura creativa nei territori.

“Abbiamo anche collaborazioni di lungo corso anche con Agesci, Arci, Internazionale, Legambiente, Progetto Sud, Mammut TeatroP, e molti altri” continua Porcelli, “e poiché desideriamo che i nostri giovani volontari possano continuare a coltivare il proprio impegno civile 365 giorni l’anno, abbiamo deciso di dare al complesso delle nostre attività che vengono svolte al di là del Festival la nuova denominazione di “Trame 365” e di rendere il nostro Civico un luogo d’incontro e di scambio continuo”. Anche Maria Teresa Morano e Gioacchino Tavella, dal consiglio d’amministrazione, si soffermano sul tema dei volontari e del radicamento in città. “Non pensiamo di essere eroi” sottolinea in particolare Tavella, “ma cerchiamo di lavorare per diffondere una mentalità diversa in un percorso educativo a lungo termine: vorremmo per questo che le associazioni lametine ci vedessero come una realtà a cui aderire in termini di percorso culturale”. Fra queste, sicuramente la Progetto Sud, rappresentata da don Giacomo Panizza, che conclude focalizzando “la necessità non solo di svolgere attività, ma di sottolineare sempre la filosofia che le ispira, e il loro significato”.
Giulia De Sensi

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