
Lamezia Terme - Confronto a più voci presso la libreria Tavella in occasione della presentazione del libro "Un Sud diverso e migliore" di Nicola Irto, segretario regionale del Pd. Un'occasione importante per parlare della Calabria, del Sud e di come uscire dai ritardi accumulati nel corso degli anni. Nell'incontro, moderato dal giornalista, Ugo Floro, hanno discusso con l'autore, Luigi Muraca, avvocato lametino impegnato da sempre attivamente in politica, il presidente del Tribunale di Lamezia, Giovanni Garofalo e don Giacomo Panizza, presidente della Comunità Progetto Sud. Un libro, quello di Irto, che riapre il dibattito sull'eterna "Questione meridionale" e sulle prospettive di rilancio del Sud e della nostra regione in particolare. Un libro definito da Muraca, che ha organizzato l'evento, "un'iniezione di fiducia e di speranza, una piattaforma culturale e non solo politica che la comunità calabrese può prendere come spunto". Quella comunità intesa in particolare come classe dirigente, ma un messaggio più generale per una "Calabria che si ribelli ed esca dall'isolamento, dall'esclusione storica in cui si trova". Muraca ha accennato ad alcuni dei contenuti del libro, facendo una rapida carrellata sulla storia della nostra terra e sulle possibilità che la stessa ha avuto, che non sono state sfruttate e non hanno portato benefici. Ha ricordato "la Cassa per il Mezzogiorno, il quinto centro siderurgico di Gioia Tauro" solo per fare qualche esempio, evidenziando il valore del libro che "colpisce per la percezione" dei problemi e perché "non parla solo di Calabria ma del Sud".

Un libro che Floro, nel ruolo di stimolatore del confronto, ha definito "un programma politico che offre una prospettiva" e dove si legge anche una sorta "di autocritica ragionata per esempio sul titolo V della Costituzione e sull'autonomia differenziata". Quindi, l'intervento del presidente del Tribunale, Garofalo che ha messo l'accento sul "deficit in Calabria di classe dirigente. Dobbiamo avere dirigenti - ha evidenziato - che possono affrontare le novità del Pnrr; che possono colmare il divario esistente". Spazio anche ai temi della giustizia e al ruolo della società civile. "La politica - ha sottolineato don Panizza dal canto suo - deve essere al servizio della comunità, non nella logica della Polis ma della Civitas. Apprezzo il lavoro perché è scritto da un politico non politicante, ma consapevole dei problemi esistenti. Un libro che propone temi che riguardano il Mezzogiorno, la pace, il lavoro, i giovani e le donne. Un libro che indica tante direzioni da prendere per emanciparsi".
E Irto ha ribadito i contenuti de suo libro, partendo dalla necessità di un Sud che "ha bisogno di politiche lungimiranti e innovative. Nel mio saggio - ha detto il segretario del Pd - mi rivolgo nella prima parte a quella generazione di giovani che non sa cosa è stata la Cassa per il Mezzogiorno, per esempio, e non per colpa loro ma per un fatto anagrafico". Sul tema dell'autonomia differenziata, Irto ha dichiarato di esternare "un pensiero libero", non necessariamente legato alla linea del suo partito al livello nazionale. Affermando che sul tema "il partito sbaglia". Altro tema, legato all'attualità, quello dell'Europa che forse "stiamo costruendo proprio oggi per le conseguenze delle note vicende legate alla guerra in Ucraina". Irto non ha esitato a dire che il libro nasce anche dalla "consapevolezza che in Calabria manca una classe dirigente e che la narrazione della nostra regione deve essere un'altra. Quella fatta da azioni concrete". Dal segretario del Pd, poi, un appello anche al "coinvolgimento degli intellettuali calabresi che possono essere d'aiuto per cambiare le sorti della regione".
A.C.

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