
Lamezia Terme - "Vi comunico di avere in animo, con i tempi e le modalità che la Chiesa rigorosamente prevede, di fare quanto necessario all'avvio di un'inchiesta diocesana sull'eroicita' delle virtù di Monsignor Moietta, perché se è volontà di Dio e non solo nostro pio desiderio, il suo nome possa assurgere un giorno all'onore degli altari". Con queste parole solenni è stato annunciato in cattedrale dal vescovo Parisi, nel sessantesimo anniversario dalla morte di Monsignor Vittorio Moietta, già vescovo di Nicastro, l'intenzione di dare avvio all'inchiesta preliminare al processo di canonizzazione del Pastore, noto alla diocesi per le sue doti umane e spirituali. Un annuncio che ha portato enorme gioia nella comunità dei fedeli e a tutto il clero riunito, introdotto da una lunga, profonda omelia, incentrata proprio sul senso di comunione in Dio e sul significato della fede, così profondi nel percorso terreno e nella vita pastorale di Monsignor Moietta.

"La Parola di Dio ci fa capire l'ispirazione profonda di questo Pastore", spiega Monsignor Parisi facendo riferimento alla prima lettura tratta dal Libro del Profeta Ezechiele e al Vangelo di Giovanni, "La vediamo nella capacità del Signore di riunire tutti i popoli della terra, tutti gli uomini con la loro forza e la debolezza, le attese e i travagli, i bisogni, anche le tragedie dell'umanità. La passione di Dio si risolve nella formula dell'Alleanza, in questa comunione intima fra Creato e Creatore, che è Padre e Figlio e Spirito Santo e realizza nella Trinità questo circuito di amore, di carità.
E da questa sovrabbondanza d'amore Dio fa nascere la Storia, fa camminare le creature: la loro comunione è il suo tempio, l'espressione di un Dio che condivide il nostro percorso di comunità. La fede è l'orientamento che il Signore ci dà al cammino della salvezza". Qui un richiamo al popolo d'Israele che si volge indietro dopo esser stato liberato dalla schiavitù. "La schiavitù dà una stabilità apparente, ma toglie la libertà. Quella libertà che troviamo oltre il deserto e il mare, in cui c'è il dramma della scelta e la responsabilità che ti devi assumere. Qui la fede ci dà la possibilità di gettare non solo il cuore ma l'intera nostra esistenza oltre l'ostacolo, perché al di là il Signore ci attende.

Ci attende in comunione così come siamo: stanchi, prostrati, limitati, con la sovrabbondanza della Grazia. Proprio questa Parola ci fa cogliere i tratti salienti della personalità sacerdotale, spirituale, umana di Monsignor Moietta". Parisi si sofferma così sulla storia di un vescovo che incontra quella di un intero territorio, che negli anni del suo episcopato si avvia ancora claudicante di miseria sulla strada del boom e si prepara ad affrontare la sfida dell'unificazione dei tre comuni che lo compongono, che sembra proprio da Monsignor Moietta sia stata caldeggiata. Un momento storico che vede nascere anche i fermenti di rinnovamento della Chiesa che porteranno al Concilio Vaticano II, grazie all'opera di Giovanni XXIII. "Pare sia stato proprio lui, il Papa, ad andare dal Vescovo della diocesi cui allora apparteneva Vittorio Moietta per chiedere: "Dammi il migliore dei tuoi sacerdoti perché lo devo fare vescovo in terra di Calabria".
"Capisco cosa dici, ma non te lo posso dare", rispose il Vescovo che voleva tenersi stretto il suo sacerdote. "Ma invece proprio quello che vorresti tenere per te mi devi mandare" continuò ad insistere il Papa. L'esito è noto a tutti: Monsignor Moietta realizzò in Calabria un grande progetto missionario, rendendo il territorio auroproduttivo, insegnando con il suo stile a uscire dalla deresponsabilizzazione, a darsi da fare. Uno stile di prossimità, tutt'altro che baronale, come poteva far comodo al servilismo diffuso. Uno stile attento alla povertà, tenero e devoto alla Vergine, con il quale affrontó la malattia che lo portò alla morte sulla soglia dei 50 anni,solo due anni dopo esser stato nominato vescovo. Questo è come dire al Signore: la Parola ultima non è la mia, è solo la tua". Mettendosi da parte, ha lasciato fare a Dio."
L'annuncio dell'avvio del percorso per il processo di Canonizzazione, sarà condiviso nel pomeriggio con la comunità di Brugnasco, paese natale di Moietta, dove nel pomeriggio sarà celebrata una messa in ricordo alla presenza del sindaco, che ha inviato un toccante messaggio alla comunità lametina cui ha fatto seguito il discorso del sindaco Mascaro, entusiasta della notizia che non mancherà di portare gioia a chi ha conosciuto Monsignor Moietta in vita, ma anche chi, come lui, ha sentito il profumo del suo stile di pastore missionario che ancora aleggia sulla comunità. Uno stile che Monsignor Parisi ha voluto ricordare portando durante la celebrazione il suo pastorale, e facendosi portavoce di un desiderio profondamente sentito in tutta la diocesi lametina.
Giulia De Sensi

© RIPRODUZIONE RISERVATA
