Nuova procura, i dettagli dell'opera: efficienza energetica e modernità in ex convento del 1400

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Catanzaro - Due anni e mezzo di lavori, un investimento totale di otto milioni e mezzo di euro, una media di cinquanta maestranze impiegati al giorno, due ditte calabresi impiegate sotto il coordinamento dei progettisti dello studio Corvino e Multari, lo stesso che ha curato i lavori al grattacielo Pirelli a Milano. Sono questi sono alcuni dati sulla nuova struttura che da oggi ospita ufficialmente la sede della nuova procura di Catanzaro. Il complesso, realizzato a partire dal XV secolo, e risultato di successive aggiunte e stratificazioni, ospitava in origine il convento degli Osservanti.

progettisti_83862.jpgI progettisti

Nella seconda metà dell’800 il convento e parte della chiesa erano utilizzati come compendio militare. Con il decreto del 13 aprile 2011 della direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici, il bene è stato dichiarato di interesse storico artistico ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004. Con delibera del consiglio comunale del 15 giugno 2016, il Comune ha assegnato al ministero della Giustizia una porzione del compendio perché fosse riqualificata e trasformata in sede degli Uffici giudiziari. Il progetto ha previsto, nella massima tutela e rispetto del disegno originario, mirati interventi, necessari per adeguare e valorizzare l’ex convento alla nuova destinazione. L’attenzione verso i caratteri storico-architettonici dell’edificio si è tradotta nell’impiego di soluzioni e materiali originali relativamente agli interventi di restauro e di soluzioni distinguibili e reversibili per gli insediamenti progettuali. La nuova sede della Procura della Repubblica è stata realizzata nel rispetto dei criteri ambientali ed ha una classe energetica globale in linea con le aspettative di abbattimento dei costi energetici. "Abbiamo fatto di tutto - ha spiegato il progettista Vincenzo Corvino - per rispettare i luoghi, unendo tradizioni e modernità. D'altro canto la nuova frontiera della architettura è proprio la valorizzazione delle radici". La struttura, rimasta chiusa per oltre 15 anni, consentirà l'abbattimento di un fitto di quasi due milioni all'anno.

G.V.

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