
Lamezia Terme - L'allarme è partito nei giorni scorsi e poi - via via - si è diffuso nei territori e nelle istituzioni periferiche. Ad agitare le acque della sanità anche calabrese è l'ultimo decreto varato dal Governo sul Pnrr e che prevede rimodulazioni, tagli e spostamenti di investimenti. Un totale di 1,5 miliardi sono stati infatti stralciati dagli investimenti del Pnrr legati alla sanità, provocando non pochi scossoni e - stando alle cronache politiche - anche uno scontro fra il presidente della Regione Roberto Occhiuto e il ministro agli Affari europei Raffaele Fitto, con tanto di minacce di dimissioni del presidente calabrese preoccupato dal fatto che verrebbero all'improvviso meno una serie di fondi, che in teoria dovrebbero sosituiti da altre voci di bilancio.
Il decreto legge 19/2024 contenente disposizioni urgenti per l'attuazione del Pnrr in particolare sancisce il parziale definanziamento degli investimenti previsti nell'ambito del programma denominato "ospedale sicuro e sostenibile": in Calabria sarebbero a rischio un totale di 54 milioni di euro impegnati in sette interventi e tra questi anche quelli relativi alla riqualificazione e messa a norma sismica del presidio ospedaliero di Lamezia Terme, per il quale l'Asp di Catanzaro ha già avviato le procedure di progettazione. L'intenzione manifestata dal Governo è quella di sopperire al taglio con le risorse ex art 20 (legge 67/88)) dell'edilizia sanitaria. Scelta che - da quanto si apprende - non starebbe bene a molti presidenti di Regione, incluso Occhiuto, perché a loro volta questi fondi impegnati per altre risorse. Insomma, una nuova tegola in una settimana già densa di sussulti per via del decreto sulla nuova rete ospedaliera.
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