
Lamezia Terme – Si riunisce l'8 aprile, il plenum del Consiglio superiore della magistratura per procedere alla nomina del procuratore Elio Romano a capo della procura di Lamezia Terme, dopo il trasferimento di Salvatore Curcio alla guida della Dda di Catanzaro. Nelle pratiche all’ordine del giorno della seduta di domani vi è proprio l’indicazione di Romano, il cui nome è stato proposto all’unanimità dalla Quinta commissione qualche settimana fa. Al consenso plenario della commissione che ha il compito di selezionare e proporre gli incarichi all’interno della magistratura, si è aggiunto anche il via libera del ministro alla Giustizia Carlo Nordio, che in una nota inviata al Csm alla fine di marzo ha esplicitato il suo via libera alla nomina.
Gli altri candidati
La postazione di guida della procura di Lamezia è vacante da dicembre 2024, da quando Curcio è stato nominato a capo della Dda, al posto di Nicola Gratteri, oggi procuratore capo a Napoli. Oltre a quella di Romano, sono giunte alla quinta commissione altre candidature – come si evince dall’ordine del giorno della seduta di domani del plenum – ovvero Vincenzo Luberto, che però ha revocato successivamente la domanda, Antonio Bruno Tridico, Maria Alessandra Ruberto (poi collocata fuori ruolo), e Sara Amerio. Tridico è attualmente procuratore in forze alla procura di Cosenza mentre Amerio è magistrato a Reggio Calabria.
I motivi della scelta di Romano
Negli atti del Csm emerge la valutazione dei componenti sulla corposa biografia professionale che ha portato la commissione a non avere dubbi sulla scelta di Romano a capo della procura di Lamezia. Secondo i giudici del Csm, Romano “risulta indubbiamente il candidato più idoneo al conferimento dell’incarico direttivo, premettendosi sin d’ora che entrambi i concorrenti vantano un profilo di merito di ottimo livello, come confermato, d’altra parte, anche dagli esiti delle audizioni tenutesi davanti alla Quinta Commissione, sicché – in relazione a tale parametro – non può che assumersi un giudizio di piena equivalenza”.
“Le valutazioni ricevute da Romano sono tutte ampiamente positive e risaltano la solida preparazione giuridica, la pregevole tecnica redazionale, la costante attività di aggiornamento dottrinale e giurisprudenziale, l'efficacia delle tecniche di indagine con riguardo alle più variegate ipotesi delittuose, l'abbattimento delle pendenze ed il rispetto degli standard medi di rendimento, nonché la diligenza e l'impegno profuso nell'esercizio delle funzioni”. Per poi aggiungere: “Nel corso della lunga carriera giudiziaria Elio Romano ha sempre svolto le funzioni requirenti in zone ad alta densità di fenomeni di criminalità organizzata, inizialmente presso la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lamezia Terme, successivamente, presso la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro, ove è stato presto assegnato alla Direzione Distrettuale Antimafia, e, quindi presso la Procura della Repubblica di Palmi, per rientrare, infine, presso la Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro”.
Fondamentale l’azione e la conoscenza di Romano del territorio lametino: “Numerosi sono stati i provvedimenti di fermo e le richieste di convalida di misure cautelari e oltre 20 i collaboratori di giustizia esaminati, le cui propalazioni, adeguatamente riscontrate, hanno portato alla realizzazione di diverse operazioni di polizia giudiziaria, molte delle quali sfociate in sentenze di condanna definitive o confermate in grado di appello. La tenace ed efficace azione di repressione della criminalità organizzata lametina ha consentito di colpire pesantemente le tre cosche storicamente operanti sul territorio e di definire remoti casi di omicidi irrisolti”.
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