Regione, si insedia il Tavolo per il lavoro. Occhiuto: "Puntiamo a innovare la formazione"

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Catanzaro - "Dal lavoro bisogna ripartire e bisogna farlo continuamente, perché il lavoro è quello che manca in Calabria ed è anche la ragione di progressivo e costante impoverimento della nostra regione. La Calabria ha dati economici sempre negativi perché perde costantemente quote di Pil in ragione dei giovani e delle persone che abbandonano questa terra perché non trovano lavoro. Quindi sono molto contento che oggi si dia corso a quanto abbiamo stabilito in una delibera di Giunta di qualche settimana fa e si renda strutturale il tavolo per il lavoro che vede coinvolti tutti quelli che devono essere protagonisti insieme alle istituzioni per creare le condizioni affinché il lavoro possa essere garantito in Calabria secondo le regole previste e con tutte le condizioni di sicurezza e di retribuzione dovute in un territorio che appartiene a un paese civile come l’Italia".

Così il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto a margine della conferenza stampa di presentazione del Tavolo regionale per i servizi e le politiche del lavoro (ai sensi dell’art.8 della Lr n. 25 del 28 giugno 2023 - Composizione, funzionamento e durata), istituito con delibera di Giunta numero 470 del 13 settembre 2023. Il “Tavolo regionale per i servizi e le politiche del lavoro” è composto da: Giuseppe Greco, direttore generale Inps Calabria; Fabio Lo Faro, direttore generale Inail Calabria; Michele Raccuglia, Anpal servizi Calabria; Pietro Falbo, presidente Camera di commercio Cz-Kr-Vv; Klaus Algieri, presidente Camera di commercio Cosenza; Antonino Tramontana, presidente Camera di commercio Reggio Calabria; Antonella Iunti, direttrice generale dell’Ufficio scolastico regionale; Flaviana Tuzzo, presidente Consulta dei Consigli provinciali dei consulenti del lavoro Calabria; Antonietta Stumpo, consigliera di Parità Regione Calabria.

In merito alle ricette da seguire per rilanciare l'occupazione in Calabria, Occhiuto ha affermato: "Noi stiamo cercando di attrarre investitori nazionali e internazionali anche intorno agli asset della logistica della Calabria, come il porto di Gioia Tauro. Alcuni sono venuti perché hanno sperimentato che la Calabria oggi rispetto al passato ha degli eco-sistemi che permettono di insediare nuove attività economiche: mi riferisco ad esempio agli investimenti in direzione delle nuove tecnologie, ad Atos, a quello che sta facendo il Nuovo Pignone sia a Vibo sia a Corigliano. È ancora poco, c’è molto molto da fare. E soprattutto c'è da affrontare il tema gigantesco che si è prodotto a causa della cancellazione del reddito di cittadinanza. Sono molto contento che la Giunta abbia condiviso una proposta mia e dell’assessore calabrese per generare in Calabria l’interesse di imprese nazionali e multinazionali impegnate in attività di infrastrutturazione per la Calabria, affinché possano formare i giovani on the job, i disoccupati, gli ex percettori di reddito e possano poi assumerli. Questa iniziativa deliberata in Giunta ha proprio questi due pilastri: uno è "Costruisci Calabria", cioè diamo risorse della programmazione europea ad aziende nazionali e multinazionali che vogliono formare on the job, gli ex percettori del reddito di cittadinanza ma anche i disoccupati calabresi al fine di assumerli, l’altro pilastro invece è quello del lavoro in smart working o in co-working, cioè diamo risorse ad aziende importanti che vogliono formare questi lavoratori e farli lavorare dalla Calabria in smart working o coworking. È un modo anche per innovare il sistema della formazione professionale: in Italia abbiamo in molte regioni una formazione professionale che purtroppo non forma adeguatamente, non sforna profili utili al mercato del lavoro. Io vorrei che questo tavolo servisse anche a ragionare sulle modalità per rendere i sistemi di formazione professionale più performanti".

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L'assessore al Lavoro della Regione Calabria, Giovanni Calabrese, ha parlato di "momento importante per la Calabria". "Avevamo previsto l'istituzione di un tavolo dedicato al lavoro - ha ricordato il componente della Giunta - in occasione dell'approvazione della legge sulle politiche attive che mancava in Calabria da 20 anni. Oggi diamo avvio al confronto con le parti sociali per costruire il Piano per il lavoro, strumento indispensabile per dare risposte ai calabresi". E ancora: "Abbiamo realizzato una sorta di panoramica sul precariato in regione - ha spiegato Calabrese - e la stessa cosa vale per tutti i disoccupati calabresi. Oggi attraverso le varie misure che stiamo portando avanti, a cominciare dal potenziamento dei Centri per l'impiego, siamo in grado di ricostruire quella che è la situazione della disoccupazione in Calabria: i numeri sono preoccupanti. Dall'incrocio dei dati e dal confronto con i sindacati e le organizzazioni datoriali vogliamo elaborare tutte le misure necessarie per utilizzare al meglio le risorse che ci sono e sono tante per costruire dei percorsi formativi e lavorativi in Calabria. Vogliamo capire quali sono le reali esigenze delle aziende calabresi per fornire loro operatori qualificati e soprattutto per farli assumere grazie all'incentivo. Non c'è riscontro tra le esigenze delle aziende che lamentano la mancanza di operatori e i tanti disoccupati che abbiamo. Abbiamo notato che la formazione che è stata erogata in questi anni non è quella che cercano le aziende calabresi: non c'è corrispondenza tra i fabbisogni e il numero dei disoccupati. Bisogna invertite questa tendenza".

Bruno Mirante

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