Report Istat su violenza di genere, in Calabria aumentano le richieste d'aiuto: ancora poche le case rifugio

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Roma - Le richieste di aiuto delle donne ai centri antiviolenza sono in aumento. Lo rivela l’Istat nel report “Il sistema di protezione per le donne vittime di violenza. Principali risultati delle indagini condotte sulle case rifugio per le donne maltrattate e sui Centri antiviolenza Anni 2020 e 2021”. Nel 2020, 54.609 donne hanno contattato almeno una volta i Centri antiviolenza, in aumento di 3.964 unità rispetto al 2019. Sono 30.359 le donne che risultano avere avviato un percorso di uscita con i Centri antiviolenza, 20.223 delle quali nel 2020. Mentre nel 2021 salgono del 13,7 per cento le chiamate al telefono rosa, il 1522. In Calabria, solo nei primi tre trimestri del 2022, sono state 480.

Sul piano territoriale, si rileva un aumento in Italia delle case rifugio e dei centri anti-violenza, ma la maggior parte delle strutture è a nord. Secondo l'Istat infatti il 70 per cento delle case e quasi la metà dei centri si trova a Settentrione. Vi è il dato positivo sul numero delle donne accolte, che in Calabria è in crescita ma la nostra è la regione in cui le donne assistite passano meno notti nelle case destinate ad accoglierle: solo 67 a fronte di una media nazionale di 137. Il dato più alto è in Toscana (184 notti). Non a caso all'interno del dossier, che raccoglie i dati del 2020 e del 2021, i ricercatori sottolineano che "persistono forti differenze territoriali". Intanto il fenomeno non accenna a diminuire. Le donne continuano a subire violenza e a chiedere aiuto. La fotografia dell'Istat racconta appunto di un'assistenza sempre più richiesta e sottolinea che - pur tra mille difficoltà - si tenta di dare maggiori risposte.

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