
Lamezia Terme - Sulla nuova intesa che riguarda l’Air, Accordo integrativo regionale dei medici convenzionati del 118, interviene il dottor Saverio Ferrari che stigmatizza la conferma di fatto del Dca dello scorso maggio, che non soddisfa le aspettative.
“Alla fine - esordisce Ferrari - la montagna ha partorito il topolino, l’Air 2022 Calabria sottoscritto anche per il servizio di urgenza ed emergenza medica 118 (dopo circa 16 anni) dall'ufficio del Commissario per il piano di rientro nonché presidente della Regione Calabria, Occhiuto e le sigle sindacali "capitanate" dai colleghi, Francesco Esposito, Francesco Masotti e Sinibaldo Iemboli molto generosi di soluzioni a parole (vedi incontro presso il Chiostro di Lamezia Terme di qualche settimana fa) per il servizio, ma molto avari nelle soluzioni concrete al pari di Occhiuto e della politica regionale calabrese (eccezion fatta per la collega Amalia Bruni). Infatti - prosegue Ferrari - in tale accordo, il 118 viene "licenziato" o meglio "liquidato" con un rigo "si conferma nel presente accordo quanto già sottoscritto nell'accordo stralcio nel Dca 64/2022".Una vergogna assoluta non solo nei confronti dei pochi medici convenzionati rimasti in tale servizio in Calabria, ma principalmente nei confronti della popolazione calabrese che nelle prossime settimane una volta digitato i tre numeri 118 si vedrà rispondere ancor più frequentemente "non ci sono al momento ambulanze medicalizzate disponibili". I calabresi - aggiunge Ferrari - devono essere così coscienti della situazione che si sta continuando a perpetrare nei loro confronti da parte di chi dovrebbe invece garantire loro un pronto intervento sanitario in particolare in caso di patologie tempo-dipendenti (ima, ictus, traumi maggiori, sepsi) mentre noi medici del 118 calabrese ringraziamo ancora il presidente Occhiuto per il suo disinteresse nei nostri confronti, associandogli meritatamente i sindacati di categoria che ancora una volta si sono dimostrati molto sensibili solo per il "miglioramento" delle condizioni economiche e non solo della medicina di base”.
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