Una settimana dal tragico naufragio di Cutro, dai sogni spezzati alla ricerca della verità

cutro_0bc5b.jpg

Crotone – Era l’alba del 26 febbraio, una settimana fa, quando iniziava un vero e proprio calvario. Una via crucis infinita di corpi e vite spezzate, di sogni che non si concretizzeranno più per quelle 70 anime che nel mare di Calabria invece che la speranza hanno trovato la morte. 

La tragedia del 26 febbraio

Alle prime luci dell’alba del 26 febbraio scorso un’imbarcazione in legno tipo caicco, con numerosi migranti a bordo, è naufragata a causa delle cattive condizioni del mare, in località Steccato di Cutro. Provenivano da Iraq, Iran, Afghanistan e Siria le vittime del naufragio. Si trattava di uno dei tanti viaggi della speranza che seguiva la rotta turca, quella più battuta dai migranti provenienti dai Paesi dell'area. L'imbarcazione non ha retto alla forza del mare, particolarmente mosso, e si è spaccata a pochi metri dalla costa. È stata una telefonata giunta verso le 4 del mattino al reparto operativo aeronavale della Guardia di finanzia di Vibo Valentia a fare scattare l'allarme per la tragedia.

nuovo-ritrovamento_0e758_cb5ac.jpg

I superstiti, le vittime e la macchina dei soccorsi

80 i superstiti, 70 fino a questo momento le vittime e un numero di dispersi stimato tra le 30 e le 50 persone tra cui anche molti bambini. Le ricerche proseguiranno ad oltranza coordinate dalla Direzione marittima di Reggio Calabria con mezzi aerei, navali, nucleo di sommozzatori e con il personale a terra di Guardia costiera, Questura, carabinieri, Guardia di finanza, Vigili del fuoco e Protezione civile. 

La polizia scientifica di Crotone sta proseguendo con l’identificazione delle salme. Un lavoro svolto anche attraverso videochiamate alle famiglie nei Paesi di origine. Le salme sono state accolte all’interno delPalamilone, dove è stata allestita la camera ardente chiusa venerdì 3 marzo e che ora resterà aperto solo per loro per l'espletamento delle procedure di riconoscimento delle salme ancora senza nome ma anche per dare loro la possibilità di stare ancora accanto ai corpi senza vita dei loro figli, nipoti, zii e cugini. Sarà così anche per i prossimi giorni finché non verranno avviate le procedure per il trasferimento delle salme nei paesi di origine o nelle città europee dove vivono ora i loro familiari. 

fiori-vittime-naufragioda19_b1981_7109e.jpg

La solidarietà e la visita del Presidente della repubblica Mattarella

Fiori, biglietti, candele, pupazzi, la visita alla camera ardente. E’ questo l’abbraccio dei tanti calabresi che si sono stretti intorno al dolore, su quella spiaggia, e guardando quel mare. I parenti delle vittime sono giunti a Crotone da ogni parte dell’Europa per i riconoscimenti delle salme o per aspettare ancora un corpo su cui piangere. A Crotone è giunto anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che è stato in visita all'ospedale e alla camera ardente. I comuni della provincia ed alcuni del catanzarese, hanno offerto la disponibilità a seppellire le salme nei propri cimiteri. Alcune delle vittime indentificate saranno trasferite nei paesi europei dai quali provengono i loro parenti, mentre per le salme che dovranno tornare in Afghanistan sarà necessario farle transitare da un terzo paese che abbia rapporti con Kabul.

Consiglio dei ministri a Cutro 

Proprio nella giornata di ieri 4 marzo, inoltre, la Premier Giorgia Meloni ha annunciato che si celebrerà a Cutro il prossimo Consiglio dei Ministri sull’immigrazione. 

mattarella3_d30d3_077a3.jpg

La ricerca della verità 

La Procura della Repubblica di Crotone ha chiesto alla Guardia costiera e alla Guardia di finanza gli atti relativi alla loro attività nelle ore antecedenti il naufragio del barcone di migranti. Un filone di indagini per cercare di capire cosa sia realmente accaduto quella notte, e fare luce sulle tante ombre che aleggiano intorno alla tragedia di Cutro in merito ai tempi dei soccorsi. Qualche giorno fa il procuratore della Repubblica Giuseppe Capoccia aveva precisato "Stiamo raccogliendo tutti gli elementi per approfondire le indagini ma non c'è un cambiamento nell'oggetto dell'indagine". Il magistrato ha ribadito che il suo ufficio sta raccogliendo i dati per inquadrare la situazione. Qualora dovesse ravvisarne la necessità, la Procura chiederà l'acquisizione degli atti ufficiali e valuterà come procedere" e aveva aggiunto "Abbiamo richiesto tutta la documentazione inerente gli scambi di informazioni tra i diversi apparati di coordinamento per capire dove e quando le segnalazioni di allerta si sarebbero fermate e per quale motivo".

soccorsi54eb1ec8_0d088_a224a_fd4ac.jpg

© RIPRODUZIONE RISERVATA