
Lamezia Terme – Il segretario cittadino del Pd, Vittorio Paola, interviene all’indomani della nota diffusa da Antonio Pandolfo a nome di un gruppo di iscritti “che – afferma oggi Paola -mi auguro condividano e si assumano collettivamente la responsabilità di tali affermazioni – e ritengo doveroso ristabilire con chiarezza la verità dei fatti”.
“Il gruppo dirigente del Pd non ha adottato alcun provvedimento nei confronti del consigliere Masi, né avrebbe potuto farlo, non disponendo di alcuna competenza in tal senso. È principio costituzionale elementare, sancito dall’art. 67 della Costituzione e ribadito da consolidata giurisprudenza (tra cui TAR Puglia, sentenza n. 506/2005), che i consiglieri eletti esercitino il proprio mandato senza vincolo, nel pieno rispetto dell’autonomia dell’organo istituzionale di appartenenza. Tale principio è peraltro coerente con lo Statuto del Pd. Da un avvocato, nonché ex candidato alla segreteria, ci si attenderebbe una piena conoscenza di tali norme basilari, così come della distinzione – tutt’altro che secondaria – tra organi istituzionali elettivi, disciplinati da statuti e regolamenti degli enti, e organismi di partito, che operano su un piano del tutto diverso”.
“Anche in merito alla carica ricoperta dall’avvocato Luigi Muraca – prosegue Paola - viene diffusa una notizia falsa e priva di qualsiasi fondamento. Nella riunione del direttivo del 21 luglio 2025, l’avvocato Muraca è stato formalmente nominato Presidente del Direttivo, circostanza ampiamente riportata dagli organi di stampa. Successivamente, nel corso dell’assemblea del 30 ottobre 2025, all’inizio dei lavori, ho indicato il suo nominativo quale Presidente del Partito, affinché l’assemblea ne prendesse atto. In assenza di qualunque obiezione, l'ho invitavo ad assumere il posto al tavolo della presidenza, davanti a tutti gli iscritti presenti. Lo stesso Muraca ringraziava pubblicamente per l’indicazione ricevuta, alla presenza del Segretario provinciale Gallello, dell’avvocato Pandolfo, dei componenti del gruppo dirigente e di altri iscritti, compresi alcuni esponenti critici, intervenuti successivamente nel dibattito senza sollevare alcuna contestazione sul punto. Si tratta, dunque, di una realtà documentata e incontestabile”.
“Nella seduta di insediamento del direttivo del 7 luglio 2025, furono regolarmente invitati a partecipare tutti i consiglieri comunali, quali membri di diritto. La dottoressa Lo Moro comunicava la propria impossibilità a presenziare, mentre il consigliere Masi partecipava esclusivamente per dichiarare la sua intenzione di non prendere parte ai lavori, motivando tale scelta con la pendenza di ricorsi sulla legittimità del congresso. Il direttivo, nondimeno, ha legittimamente completato i propri adempimenti, procedendo alla nomina della commissione per il tesseramento nelle persone di Marcello Turco, Salvatore Lucchino, Serena Valeria Viviano e Pierpaolo Muraca. Sono rimaste vacanti tre caselle di garanzia, non essendo pervenute indicazioni in merito. Provvederò a richiedere formalmente, tramite comunicazione agli iscritti, eventuali disponibilità. La commissione, in ogni caso, opera in piena legittimità”.
E ancora: “Ulteriore dimostrazione di una lettura imprecisa dello Statuto riguarda la presunta mancanza di una commissione di garanzia a livello di circolo. Lo Statuto, infatti, non prevede commissioni di garanzia territoriali: tali funzioni sono attribuite agli organismi provinciali, regionali e nazionali, come ben noto a chiunque abbia una minima dimestichezza con le regole del Partito. Anche questa doglianza risulta, pertanto, infondata. Per quanto concerne l’uscita dal Partito dell’onorevole Lo Moro, non posso aggiungere valutazioni ulteriori senza conoscerne le motivazioni profonde. Tutti i passaggi assembleari, così come l’ultima presa di posizione politica sulla frammentazione del centrodestra nel consiglio comunale di fine anno – che ha visto Murone isolato con 11 voti – sono sempre stati condivisi. Il Partito è venuto a conoscenza della decisione dell’on. Lo Moro esclusivamente tramite conferenza stampa, con comprensibile sorpresa, considerato che il 16 gennaio, presso i locali del circolo, si era svolta una riunione con tutti i consiglieri, il sottoscritto e il Presidente Muraca sul tema delle candidature al consiglio provinciale, in un clima apparentemente cordiale e senza alcun accenno a una scelta così rilevante. La questione sarà oggetto di un confronto politico serio e approfondito; allo stato, restano le motivazioni pubblicamente espresse dall’onorevole Lo Moro”.
“Caro Antonio – permettimi di rivolgermi a te con la familiarità che da sempre contraddistingue i militanti del Partito Democratico – non esiste alcuna repressione del dissenso né limitazione della libertà politica – afferma Paola -. Alcuni iscritti hanno liberamente scelto di costituire associazioni e svolgere attività politica al di fuori del Partito, senza alcun impedimento. Ciò che purtroppo si registra è un clima appesantito da livori e risentimenti personali, difficilmente giustificabili, che finiscono per danneggiare l’azione e la credibilità del PD. Il procedimento avviato dalla Commissione di Garanzia nei confronti dell’iscritto Masi – che continua a sollevare dubbi sulla legittimità di congressi ormai certificati e svoltisi secondo regole rigorose di partecipazione – non riguarda il dissenso né la critica politica. L’interessato ha potuto esercitare pienamente il proprio diritto di difesa in una sede democratica e imparziale, che valuterà con serenità, nonostante i tentativi di strumentalizzazione e pressione indebita”.
“Oggi il Partito conta circa 300 iscritti: un numero che deve crescere, non ridursi. Negli anni in cui altri erano protagonisti, gli iscritti erano certamente di più; forse proprio allora sarebbe stato opportuno interrogarsi su alcune dinamiche. Non comprendo, caro Pandolfo, le ragioni di una esposizione così imprudente, segnata da contumelie e accuse ingiustificate nei confronti del Partito. Ogni iniziativa è stata sempre comunicata a tutti gli iscritti tramite mail e, ai più impegnati, anche con contatti diretti: tu, per primo. Come ho più volte ribadito, il riconoscimento della regolarità del congresso è condizione imprescindibile per far parte degli organismi dirigenti: è contraddittorio pretendere di assumere decisioni organizzative all’interno di un’istituzione che non si riconosce.
Quanto hai scritto è, prima ancora che politicamente, moralmente ingiusto. Mi addolora constatare come esponenti di rilievo del Partito Democratico, anziché contribuire a costruire, scelgano la strada della delazione e del rancore, mantenendo contenziosi aperti in modo permanente e irresponsabile, con il chiaro intento di ostacolare l’azione quotidiana del Partito. Alla luce di quanto esposto, la vostra richiesta è irricevibile, oltre che profondamente offensiva della verità dei fatti”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
