Strage di Capodanno a Crans-Montana, un calabrese salva decine di giovani: "Ho forzato l'ingresso, non ho pensato al rischio" - Reazioni

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Un calabrese diventa l’eroe della notte di Capodanno a Crans-Montana. Paolo Campolo, 55 anni, analista finanziario italiano con cittadinanza svizzera, orginario di Reggio Calabria, è stato tra i primi a intervenire nell’incendio che ha devastato il locale “Le Constellation”, trasformando una festa in tragedia. Senza esitazione ha sfondato una porta ed è entrato tra fumo e mancanza di ossigeno, riuscendo a salvare diverse persone, molte delle quali italiane, trascinando fuori anche i corpi di chi purtroppo non ce l’ha fatta.  "Ho forzato l’ingresso, così sono riuscito a salvare dieci giovani. C’erano molti italiani" racconta al Messagero. "Mi imploravano di aiutarli, non ho pensato al dolore, al fumo, al rischio".

Ricoverato ora in ospedale a Sion con i polmoni saturi di fumo, Campolo racconta l’orrore vissuto: ragazzi che gli cadevano addosso implorando aiuto, il buio, il panico. A spingerlo ad agire anche il pensiero della figlia diciassettenne, che per un caso fortuito si è salvata. Il suo gesto coraggioso, nato d’istinto e senso di responsabilità, lo rende uno dei simboli di una notte segnata dal dolore ma anche dall’umanità di chi non si è voltato dall’altra parte.

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Occhiuto: "Paolo Campolo a Crans-Montana ha fatto una scelta rara"

"Nella notte di Capodanno, quando tutto spinge a fuggire, Paolo Campolo ha fatto una scelta rara: fermarsi e aiutare i ragazzi a scappare. Davanti all'incendio del locale di Crans-Montana, non ha pensato al tempo, al fumo, al pericolo". Lo afferma il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, in un post sul suo profilo Facebook. "Paolo - aggiunge Occhiuto - ha visto una porta di emergenza che non si apriva e ha capito che lì dietro c'erano persone. Con un altro uomo l'ha forzata finché ha ceduto. Subito dopo, il panico: ragazzi ustionati, intossicati, che crollavano fuori chiedendo aiuto. Paolo non si è limitato ad aprire quella porta, é entrato e poi è rientrato ancora e ancora. Ha trascinato fuori persone a mani nude, senza protezioni, senza pause. E ha continuato finché ha potuto. Alla fine, dieci vite erano salve grazie a lui. Oggi Paolo è ricoverato a Sion per le ferite riportate. Guarirà. Quello che ha fatto, invece, resta. Perché il coraggio vero non fa rumore. Si riconosce solo quando, nel momento peggiore, qualcuno decide di non andarsene". 

Cirillo: "il coraggio e l'umanità di Paolo Campolo onorano Reggio e l'Italia intera"

 "Di fronte a tragedie come quella avvenuta a Crans Montana, le parole non saranno mai sufficienti a colmare il dolore, ma diventano necessarie per riconoscere gesti di straordinaria umanità". Così il presidente del Consiglio regionale, Salvatore Cirillo, commentando quanto accaduto la notte di Capodanno in Svizzera. "La storia di Paolo Campolo, reggino che senza esitazione ha messo a rischio la propria vita per salvare quella di tanti giovani - afferma il presidente Cirillo - è un esempio altissimo di coraggio, senso civico e solidarietà. In quei momenti drammatici ha agito non da eroe per scelta, ma da uomo guidato da un profondo senso di responsabilità verso gli altri. Il suo gesto onora Reggio Calabria, la Calabria intera e il nostro Paese. Ricorda a tutti noi che, anche nei contesti più tragici, l'umanità può emergere con forza, trasformando il dolore in testimonianza di valore e altruismo". Cirillo esprime "vicinanza e solidarietà alle famiglie delle vittime, ai feriti e a quanti sono stati coinvolti in questa tragedia", rivolgendo inoltre a Paolo Campolo "un sentito augurio di pronta guarigione e un ringraziamento che va oltre le parole, a nome delle istituzioni e dell'intera comunità calabrese"

Falcomatà: "Paolo Campolo eroe reggino, gli consegneremo il San Giorgio d'Oro"

"Nella terribile tragedia che ha colpito Crans Montana durante la notte di Capodanno, dove un devastante incendio ha strappato alla vita decine di giovani, emerge una storia di straordinario eroismo che onora la nostra città: il coraggio di un nostro concittadino, Paolo Campolo, il cui intervento è stato decisivo per trarre in salvo decine di ragazzi". Così, in una nota, il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà. "Paolo si trovava nei pressi della struttura — afferma Falcomatà - in attesa della figlia, che stava per raggiungere il fidanzato all'interno del locale. Non appena si è reso conto delle fiamme e del denso fumo che avvolgevano l'edificio, non ha esitato un solo istante e si è lanciato verso una porta a vetri rimasta bloccata, riuscendo ad abbatterla e aprendo così una via di fuga fondamentale per molti giovani presenti, alcuni dei quali già gravemente ustionati o intossicati. Paolo Campolo è un eroe reggino e in questo momento di immane dolore che ha sconvolto l'Europa intera, il ringraziamento dell'intera comunità va a lui. Con il suo gesto nobile e coraggioso, Paolo ha dato testimonianza del cuore grande della nostra città. Caro Paolo, ti aspettiamo a Reggio Calabria non appena le circostanze lo permetteranno, per tributarti ufficialmente gli onori della nostra comunità. Sarà per noi un orgoglio consegnarti la massima benemerenza cittadina del San Giorgio d'Oro, quale segno di riconoscenza per l'altruismo e il coraggio dimostrati".

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