Prosegue l’attività della commissione sanità del Pd lametino: "Rilanciare ospedale e servizi territoriali"

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Lamezia Terme - Prosegue l’attività della commissione sanità del PD lametino. Per la commissione sanità circolo PD Lamezia la coordinatrice Elvira Falvo rende noto che "proprio nello scorso incontro è arrivata la notizia dell’approvazione in Consiglio dei Ministri delle pre-intese con quattro regioni del nord, snodo cruciale per l’iter dell’Autonomia Differenziata. Un colpo durissimo per il SSN e per il Sud, in particolare per la Calabria da 15 anni in Piano di rientro. Una forzatura che aggira la Consulta ed inserisce la tutela della salute nei LEP rafforzando autonomia finanziaria delle regioni richiedenti".

A questo proposito, evidenziano dal Pd "vorremmo conoscere la posizione del Presidente Occhiuto e quanto ha rappresentato al ministro Calderoli ed al tavolo del CNEL. Per quanto riguarda strettamente i calabresi, non abbiamo certezze circa il fabbisogno complessivo di personale medico e infermieristico e di altre professioni sanitarie, ad oggi palesemente insufficiente. Non ci risulta esista una programmazione sanitaria di medio e lungo periodo mentre ci vengono propinate con toni decisamente trionfalistici soluzioni rattoppate come quella del prolungamento dell’attività dei medici fino a 72 anni. Non esiste una seria collaborazione programmatoria e di visione tra Commissario ad acta e università UMG in merito alla formazione di personale. Quel personale, oggi carente, al quale una volta formato si potrebbe attingere trattenendo in sede i nostri giovani. Un esempio di sciatteria programmatoria è la scuola di specializzazione medica di Emergenza-Urgenza che non ha ottenuto l’accreditamento necessario per la mancanza di posti letto dedicati. Eppure di questi medici, che potrebbero essere da subito utilizzati con il Decreto Calabria, ne abbiamo bisogno come il pane! Ancora, la riforma del servizio di emergenza-urgenza con il passaggio del personale dalle Asp ad Azienda zero evidenzia una solenne disfunzione di un sistema con una governance del territorio distorta, comprese le centrali operative. A ciò si aggiunge la cronica carenza del personale medico ed infermieristico. Il risultato è un aumento dei tempi di intervento nei soccorsi ed in un aumento dell’attesa delle ambulanze nei pronto soccorso. Vengono lasciati sul tappeto strutture periferiche depotenziate, procedure in stand by e accorpamenti senza adeguata regolamentazione. Quello che più di tutto è sconcertante è il muro di disattenzione innalzato verso i sindacati di categoria da parte dei vertici aziendali. Le tante quotidiane criticità sollevate vengono ignorate. Ovviamente tutte queste a netto discapito dei cittadini che spesso si trovano tra la vita e la morte. La sventolata innovazione propagandistica del taxi sanitario cozza con queste gravi inadempienze. Le nuove ambulanze non sono dotate delle più moderne strumentazioni che rispettino gli standard qualitativi odierni. Molte ambulanze sono in fermo amministrativo ed altre macchine elettriche non vengono utilizzate per mancanza della ricarica".

Venendo poi alla situazione sanitaria del lametino, secondo la commissione: "resta del tutto illusoria l’attivazione della Casa di Comunità entro il prossimo giugno. Per questo ci permettiamo di avanzare una proposta e cioè la rimessa in funzione dell’ala del vecchio ospedale ormai libera dal comando dei carabinieri e dotata di ampio parcheggio e pista per elicottero, oppure di altri immobili proprietà dell‘Asp. La dislocazione diseguale delle AFT (Associazioni Funzionali Territoriali dei medici di famiglia) lascia scoperta una consistente parte di territorio tra Sambiase e Sant’Eufemia. Non se ne comprende la ragione, non si sa se sia una difficoltà di reperimento logistico o economico o di altro genere. A ciò si accoppia un’altra vessazione, frutto di una puntigliosa burocrazia, che i cittadini esenti ticket per patologia subiscono. Infatti, il medico di famiglia viene limitato nel richiedere visite di controllo, che spetterebbero allo specialista. Non consentire l'inserimento del codice di esenzione obbliga il paziente cronico al versamento di un ticket appesantendo la sua spesa per la salute. Su tutto questo non distoglieremo la nostra attenzione".

Per il Pd "il corretto ripristino del funzionamento dei consultori ci sta particolarmente a cuore insieme all’attività di prevenzione con l’implementazione degli screening oncologici per le quali attività esistono i finanziamenti. Basta solo saperli utilizzare proficuamente. La posizione dell’ospedale di Lamezia, facente parte dell’area centrale della Calabria, lo include nella rete HUB e SPOKE, e come tale dovrebbe essere trattato per fungere da supporto e da filtro alla AOU Dulbecco. L’accentramento può funzionare sia per limitare la eccesiva burocrazia, sia per realizzare economie di scala, ma la capillarizzazione di servizi sanitari per i cittadini rimane indispensabile. Il ripristino delle unità operative del POLT che sono state progressivamente depotenziate è urgente e necessario. Quello che si chiede è il reintegro del personale per un miglior funzionamento dei vari reparti al fine di ottenere dalla Regione il necessario accreditamento per partecipare a pieno titolo alla rete formativa della AOU Dulbecco. Solo questo potrebbe fermare il progressivo smantellamento delle unità operative ormai ridotte al lumicino anche per carenza di figure apicali (si è fatto solo qualche concorso insufficiente a saturare le numerose unità operative). Un esempio per tutte il progressivo depotenziamento di una unità operativa come Anatomia Patologica, oggi in sofferenza per numero di medici e tecnici. Il suo smantellamento produrrà una mortificazione qualitativa delle chirurgie attualmente ben funzionanti. Non parliamo di quelle figure come le dietiste, ormai scomparse e non più rimpiazzate dopo pensionamento. Anche la situazione dell’assistenza domiciliare, necessaria ed indispensabile, per ridurre gli accessi e le permanenze nell’ospedale, risulta assolutamente decimata specie per le figure dei fisioterapisti".

"E che dire - concludono - con una popolazione che invecchia e che va incontro a demenza senile e patologie neurologiche degenerative? Di un Centro di neurogenetica senza un adeguato laboratorio che possa individuare e fornire in modo personalizzato le nuove terapie? Queste le problematiche affrontate alla discussione hanno partecipato oltre ai componenti della commissione stessa il dott. Saverio Ferrari (SMI) il dott. Franco Esposito, noto medico di famiglia e l’avvocato Massimiliano Serrao per Azione. Cercando di restare con i piedi per terra rivendichiamo un ruolo importante e dignitoso per la sanità pubblica del lametino".

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