
Lamezia Terme - Continua da oltre due mesi, la campagna referendaria per il NO alla "controriforma" della Magistratura, del Comitato "Difendiamo la Costituzione". A cadenza settimanale - fanno sapere - tra banchetti, gazebo e convegni, i componenti il Comitato, composto da cittadine e cittadini, rappresentati di associazioni laiche e cattoliche, di partiti e sindacati, che si richiamano "per cultura e tradizioni in modo trasversale, all'impianto democratico e costituzionale del Paese", si riuniscono con i cittadini e insieme ad esperti, approfondiscono i temi e le ragioni della difesa della nostra Costituzione repubblicana. Così ieri sera, al Chiostro di San Domenico, davanti ad una sala piena ed attenta l'avv. Vincenzo Cristiano, l'avv. Giuseppe Pandolfo, presidente dell'Ordine degli avvocati di Lamezia Terme e la magistrata lametina in pensione Iside Russo, hanno illustrato le ragioni del NO alla modifica di ben 7 articoli della Costituzione che riguardano il ruolo indipendente della Magistratura nel nostro Paese.

"Il dott. Giovanni Garofalo, presidente del Tribunale di Lamezia, presente all'incontro - prosegue la nota - ha voluto salutare l'assemblea, compiacersi dell' importate iniziativa e, intervenendo nel merito, ha voluto puntigliosamente stigmatizzare, tra l'altro, l' assoluta mancanza di confronto e dibattito parlamentare su una riforma tanto importante e che modifica 7 articoli della Costituzione! L'avv. Vincenzo Cristiano nell' introdurre i lavori ha ricordato che questa legge passerà alla storia come una "controriforma", destinata, se dovesse vincere il si, a cambiare i rapporti tra i poteri dello Stato a tutto discapito dell'indipendenza e dell'autonomia della Magistratura, presidio di uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge. La magistrata Russo, con puntuale perspicacia, ha evidenziato che il nocciolo vero di questa riforma costituzionale è costituito dallo smembramento del Consiglio superiore della magistratura e dalla creazione dell'Alta Corte disciplinare con la designazione per sorteggio dei componenti dei nuovi organismi. Tutto ciò comporta un evidente tentativo di condizionare l'autonomia dei Magistrati e mette a repentaglio il diritto dei cittadini a pretendere una magistratura indipendente e capace di produrre una giustizia che sia uguale per tutti. Alle accuse del Ministro Nordio rivolte alla Commissione disciplinare del CSM di avere emesso poche sentenze di condanna, la dott. ssa Russo risponde per le rime mostrando un elenco di date e sentenze emesse negli ultimi anni che contraddicono l'assunto strumentale del Ministro della Giustizia. L'avv. Pandolfo, nel riprendere i temi enunciati dalla.magistrata Russo, ha ritenuto poi di dover ribadire che il suo intervento a favore del NO riguarda una sua scelta personale e non va confusa con la sua funzione di rappresentanza di tutti gli avvocati lametini. Anche per questo si sente di criticare il gruppo dirigente dell'Ordine Nazionale Forense che in quanto tale ha ritenuto, inopinatamente, di prendere ufficialmente posizione per il Si, non tenendo conto del suo ruolo di rappresentanza di tutta l'avvocatura italiana e del fatto che molti avvocati votano NO al referendum".
"Sull'assurdo metodo del sorteggio, puro per i magistrati e pilotato per i politici, entrambi i relatori - conclude la nota - hanno spiegato che tale metodo, mortifica l'organo di autogoverno della Magistratura e non tiene in nessun conto le competenze, le professionalità dei magistrati e le loro diverse capacità a occuparsi delle attività di autogoverno. Tutti, compresi gli interventi del pubblico, hanno convenuto che questa legge di riforma non riguarda l'accelerazione dei processi penali e civili, non riguarda la giustizia come servizio da rendere ai cittadini, non sana i pochi e inevitabili errori dei giudici, ma serve solo al potere esecutivo per condizionare la magistratura e colpire la sua autonomia e la sua indipendenza".
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