Presentato il libro di poesie di Filippo D’Andrea “Quanto cielo è passato. Spirito e intelletto” a Soverato

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Soverato - Nella sala consiliare di Soverato nell'ambito dell'Anno Accademico 2025-2026 della Libera Università Popolare “Magno Aurelio Cassiodoro”, si è svolto venerdì 6 marzo il convegno di presentazione del volume di poesie ed aforismi di Filippo D’Andrea, dal titolo "Quanto cielo è passato. Spirito e intelletto". Ha introdotto i lavori - fanno sapere in una nota - con saggezza e fair play la presidentessa Sina Pugliese di fronte ad una sala affollata e molto qualificata del mondo culturale soveratese. La conduzione dell'evento è stata svolta con competenza e garbo da Nella Fragale, direttrice editoriale di GrafichEditore, evidenziando il lungo rapporto di amicizia con l'Autore maturato in anni di collaborazione editoriale.

La declamazione di alcune poesie svolta da Gianna Talarico, figlia del noto poeta e pittore Raffaele Talarico ha provocato forte coinvolgimento tra i presenti. Il libro, edito da GrafichEditore, ha la prefazione di Carmine Chiodo, professore di Letteratura italiana all'Università “Tor Vergata” di Roma, che regala una esegesi letteraria di alto profilo su tutta l’opera, evidenziando uno stile strettamente personale, un linguaggio forbito, un pensiero filosofico e teologico espresso con originalità mediante il verbo poetico. Lo spirito ed il pensiero abbeverandosi di memoria e di ricerca interiore si intrecciano con l'orizzonte antropologico e spirituale della realtà.

Al margine del convegno il giornalista Gerardo Madonna, ha scritto: “L’incontro, dove l’autore ha sviluppato con la sua consueta eloquenza temi legati alla filosofia, alla teologia e alla missione educativa del docente, offrendo al pubblico spunti di riflessione sul “cielo” che attraversa la vita di ogni persona: quello delle prove, delle speranze e del costante desiderio di bellezza. Inserita nel programma della Libera Università, la serata si è distinta nel panorama cittadino non solo per la qualità dei contenuti, ma soprattutto per l’alto profilo del pubblico presente. Infine, una sua sintesi del volume: “i tre pilastri dell'opera possono essere così espressi: La dimensione filosofica: La lingua non descrive solo il mondo, ma lo struttura. La dimensione teologica: La fede è un cammino quotidiano e concreto, non teorico. L'identità: L’uomo si ritrova solo quando accetta di abitare le proprie radici”.

Vi è stato l'intervento di Maria Grazia Palazzo, giornalista e docente, figlia del professore Antonio Palazzo che l'Autore ricorda con stima essendo stato suo docente della scuola media, che ha evidenziato come la poesia nell'itinerario di un filosofo e teologo, si configuri come una forma di scrittura eminente e in grado di rivelare con maggiore prossimità la vita interiore del Poeta intellettuale. L'intervento di Ulderico Nisticò, noto storico e scrittore, ha arricchito il convegno soffermandosi sul valore olistico del dialetto calabrese e della lingua oltre l'essere strumento comunicativo. L'artista di san Vito allo Jonio Gianfranco Urbano ha profumato l'evento con le sue interpretazioni canore capaci di accendere ulteriori emozioni tra il pubblico.

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