Lamezia, scuola dell’infanzia di Bella pronta ma ancora chiusa: l’appello dei genitori

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Lamezia Terme - “A nome dei genitori della nostra scuola, auspico che il Comune provveda al più presto alla riconsegna dei locali sede dell’infanzia di Bella dove, da tempo, sono stati allestiti gli ambienti innovativi di apprendimento”. Il messaggio proviene da Antonio Falvo, presidente di istituto dell’IC Gatti-Manzoni-Augruso. L’avvocato Falvo si fa portavoce dei genitori del quartiere Bella, dove ha sede il nuovo edificio scolastico, che dal 2019 è oggetto di lavori di ristrutturazione. Di recente, i lavori sono stati ultimati e, di concerto tra scuola e comune, la nuova sede della scuola dell’infanzia è stata arredata con gli ambienti acquistati nel 2023 dalla scuola Manzoni-Augruso con le risorse del PON Infanzia, per un valore complessivo di 75 mila euro.

“Nei mesi scorsi - dice la dirigente Antonella Mongiardo - abbiamo effettuato il trasloco nel nuovo edificio, con la collaborazione di insegnanti, collaboratori scolastici, referenti e volontari. Siamo ancora in attesa di avere la nuova scuola, nella speranza che anche ai bambini in uscita dall’infanzia possano godere dei nuovi ambienti, realizzati secondo le più moderne linee pedagogiche dell’apprendimento laboratoriale”. Il progetto pedagogico della nuova scuola dell’infanzia di Bella si basa su un’idea innovativa, gli ambienti di apprendimento, la nuova frontiera della didattica.

Per preparare i docenti all’uso dei nuovi ambienti didattici, che all’IC Gatti Manzoni hanno interessato tutti gli ordini di scuola dall’infanzia alla secondaria, il collegio dei docenti ha previsto nel PTOF d’istituto diverse innovazioni e una specifica formazione, in piena condivisione con il consiglio di istituto. Il primo modulo formativo è stato tenuto prima di Natale dalla dirigente scolastica Antonella Mongiardo, su: ambienti di apprendimento e nuove metodologie didattiche. Nella scuola di Bella, in particolare, saranno proposte attività laboratoriali, che rappresentano una metodologia didattica innovativa, in quanto facilitano la personalizzazione del processo di insegnamento/apprendimento e consentono agli alunni di acquisire il sapere attraverso il fare.

Per quanto riguarda la strutturazione dei laboratori della scuola dell’infanzia, la preside Mongiardo spiega: “I laboratori li abbiamo chiamati “soft DAD” perché ispirati al modello dada, ma calibrati, naturalmente, sull’età dei bambini. La strutturazione dei laboratori prevede l’attivazione delle aree artistico-espressiva, musicale, matematica e scientifica. Le attività saranno individuali e/o in piccolo gruppo, secondo programmazioni curricolari di sezione o individuali. Sarà privilegiato l’utilizzo del gioco in tutte le sue modalità e l’utilizzo di mediatori didattici alternativi con particolare riferimento alle nuove tecnologie”.

“Riorganizzare lo spazio – conferma l’avvocato Falvo- vuol dire cambiare le relazioni, consentire la libera scelta, l’autonomia di percorsi e di gesti, immaginare nuove possibilità. Lo spazio deve essere flessibile, diversificato, capace di stimolare la curiosità. In questo cambiamento è fondamentale il ruolo dell’adulto, che osserva, che ascolta, capace di costruire contesti di accoglienza, di guardare al singolo e valorizzarne talenti e potenzialità”. Nei nuovi ambienti di apprendimento della Gatti-Manzoni un aspetto fondamentale è anche quello dell’inclusione.

“La scuola - afferma la preside - sistema educativo per eccellenza, è chiamata a promuovere l’inclusione reale, assolve a precisi compiti finalizzati all’educazione e all’istruzione di ciascun alunno, ai quali concorrono in misura diversa ma con egual importanza, i diversi ordini e gradi. La scuola dell’infanzia rappresenta, sicuramente, il primo luogo di inclusione nel quale vengono riconosciute le specificità e le differenze di ognuno. L’Inclusione deve rappresentare una cornice in cui gli alunni, a prescindere da abilità, genere, linguaggio, origine etnica e culturale, possono essere ugualmente valorizzati. Il Progetto PON realizzato a Bella ha, appunto, la finalità di creare una scuola inclusiva che valorizza, dà spazio, costruisce risorse e modifica la propria proposta formativa rispetto alle molteplici differenze e bisogni di ogni alunno, affinché quest’ultimo si senta parte di un gruppo che lo riconosca, lo rispetti e lo apprezzi”.

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