Il "caso" Lamezia nella relazione della Corte dei conti: “Rischio di squilibri profondi”

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Lamezia Terme – Un’analisi dettagliata sulle crisi finanziarie dei Comuni, con ampi stralci dedicati alla Calabria e anche a Lamezia Terme sono contenuti nella relazione presentata nei giorni scorsi al Parlamento dalla sezione delle Autonomie della Corte dei conti, che ricostruisce le procedure di riequilibrio e dissesto avviate sia nel 2024 che nel primo semestre 2025. Il documento, che fa seguito alle indicazioni del presidente della sezione controllo della Corte dei conti Calabria, Fabrizio Carrarini, date in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, analizza la ripartizione territoriale e le caratteristiche principali del fenomeno.

La situazione in Calabria

Sono oltre 1.000 le procedure di riequilibrio e dissesto nei Comuni italiani nel 2024, con circa 60 nuovi casi all’anno dal 2012, e con una maggiore concentrazione delle situazioni critiche si registra in Sicilia, Calabria e Campania.

“La Calabria – si legge nella relazione -con 335 procedure attivate al 31 dicembre 2024 (217 dichiarazioni di dissesto e 118 richieste di riequilibrio), è la Regione italiana con il maggior numero di crisi finanziarie dei Comuni. I Comuni interessati sono 217 (il 53,7% del totale), abitati da 1.228.920 persone, pari al 66,9% della popolazione regionale. Nel primo semestre del 2025 sono state attivate 6 nuove procedure: 3 richieste di riequilibrio, In 85 Comuni è stata attivata più di una procedura”.

Il focus su Lamezia

Nella relazione sono citati diversi casi sparsi nel territorio regionale: da Reggio Calabria a Vibo Valentia, a Soverato a numerosi piccoli Comuni che negli anni hanno attraversato crisi finanziarie culminate nel dissesto e nei successivi piani di riequilibrio. I magistrati contabili si soffermano a lungo su Lamezia, dove l’anno scorso si sono chiuse le procedure di riequilibrio: “La storia di Lamezia Terme – affermano i giudici della Corte dei conti - registra una doppia attivazione della procedura (con la delibera n. 8 del 27 marzo 2014 e la n. 23 del 1° luglio 2014 che revoca la prima e la ripropone). Il Piano, approvato con la delibera n. 55 del 10 ottobre 2014 è stato rimodulato più volte: la prima con la delibera n. 126 del 12 novembre 2015, a seguito del rinnovo dell’amministrazione. Sul Piano rimodulato arrivava, dopo 685 giorni (quasi due anni) la relazione del Ministero (il 25 agosto 2016). Ma, subito dopo, il Comune ha cambiato ancora il Piano (con la delibera n. 50 del 30 settembre 2016) per spalmare le anticipazioni di liquidità – per poi aggiungere - La Sezione regionale, con delibera n. 97 dell’11 ottobre 2016, prendeva atto delle modifiche e considerandole una riformulazione del piano sospendeva la valutazione in attesa di una nuova relazione ministeriale. Arriva invece la terza rimodulazione del Comune, con la delibera n.43 del 26 giugno 2022 ai sensi dei cc. 992-994 della l. n. 234/2021 (Legge di bilancio 2022), introdotti dal legislatore per contrastare gli effetti negativi della pandemia. Il risultato finale di questa inerzia è che il Piano del Comune si è in pratica concluso senza approvazione: dall’ultima versione del 2022 si evince infatti che: «Rimane invariata la durata decennale prevista nell’originario piano di riequilibrio, con decorrenza dall’esercizio 2014 e conclusione nell’esercizio 2023». La Sezione regionale, con deliberazione n. 70 del 30 maggio 2025, ha approvato ex post il Piano del Comune di Lamezia Terme, scaduto nel 2023, rilevando importanti criticità nel bilancio comunale152 e chiedendo urgenti misure correttive. Si prefigura per il Comune una nuova fase di criticità che le norme in vigore non sono riuscite a superare”.

E rispetto alle difficoltà enunciate dai magistrati per Soverato, i magistrati aggiungono: “Una differenza notevole tra i due casi è data dalla dimensione del Comune: mantenere in una situazione di incertezza un Comune di dimensioni contenute come Soverato (8.000 abitanti) è segno di grande inefficacia della procedura di riequilibrio, mentre la situazione di Lamezia Terme, che è una Città con più di 70.000 abitanti, rischia di creare squilibri profondi, affrontabili solo con costosi interventi straordinari”.

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