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Catanzaro – “Il crollo strutturale. È quello che sta succedendo alla sanità dell’Area vasta di Catanzaro, Crotone e Vibo, dove la capacità del Servizio sanitario regionale di dare risposte di salute ai cittadini è ben al di sotto del livello minimo mentre, viaggia come sempre a livelli massimi l’indebitamento. Siamo in tanti a chiederci come ciò sia possibile, ma tant'è”. Così in una nota Ivan Potente, Fp Cgil Medici Area Vasta e Franco Grillo, segretario generale Fp Cgil Area Vasta. “Fanno parte delle cronache recenti - aggiungono - i disservizi dello Iazzolino, dove ultime solo in ordine temporale, sono le denunce per quanto legato all'Ostetricia e Ginecologia e quelle dei disservizi del San Giovanni di Dio testimoniati da una recente esternazione di un paziente che, come noi, parla chiaramente di Ssr al collasso. Manca tutto, dalle strutture al personale, ma è anche completamente assente il livello organizzativo, rispetto al quale traspare luminosa la totale incapacità di risposta politica regionale. Si sono visti sempre gli stessi manager e sempre gli stessi risultati: nulla. Anche quest’ultima presunta giunta di centrosinistra ha fatto del fallimento gestionale della sanità il proprio fiore all’occhiello tradendo le aspettative che i cittadini avevano riposto sulla stessa e confezionando le consuete purghe sotto forma di migrazione sanitaria obbligata e tasse regionali al massimo”.

“A questa ragionamento – scrivono Grillo e Potente - non sfugge certamente l’Asp di Catanzaro che sta offrendo, in quest’ultimo periodo, il peggio di sé. Con un deficit che sembrerebbe viaggiare verso i 60 milioni di euro e sottoposta quindi, a Piano di rientro, la sola cosa che si fa notare è come e quanto l’attuale management brancoli nel buio dello spazio siderale, lontano quindi dai bisogni dell’azienda e dei cittadini che alla stessa chiedono risposte sanitarie. Le attività che ancora la stessa azienda eroga sono prevalentemente garantite dalla grande abnegazione del personale, primi fra tutti i medici dell’azienda che, naturalmente sono i primi ad essere chiamati ma gli ultimi ad esser considerati. Nel periodo di riferimento, che vede come capo della delegazione trattante l’avvocato Elga Rizzo, siamo stati completamente dimenticati. E che dire del direttore generale facente funzioni dell’Asp di Catanzaro. Anche in questo caso ci chiediamo quale sia stato il suo contributo reale nella gestione delle necessità aziendali e quale la capacità/volontà di incidere sul percorso aziendale e quindi su quanto potenzialmente si doveva fare per garantire la salute ai cittadini del comprensorio di riferimento. Ad entrambe diciamo di fare la sola cosa giusta fattibile: dimettersi da…ieri. Vorremmo anche dire – concludono i sindacalisti - al commissario ad acta ed al ministro che, tale situazione di prorogatio poggiata su uomini e donne che hanno già ampiamente dimostrato la loro non idoneità alla funzione, sta dilaniando quel poco che resta di un Ssr e che piuttosto che pensare ai massimi sistemi, si deve partire dalla reale costruzione di solide basi in grado di garantire il futuro sanitario della regione”.

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