Salta al contenuto principale

FN-Vannacci-Image-2026-07-11_2081b.jpg

Lamezia Terme – A poche ore di distanza dal presunto dietrofront di circa 600 iscritti al movimento, contrariati da “scelte calate dall’alto non dettate dal principio di meritocrazia”, si è svolta nel tardo pomeriggio di oggi la prima assemblea regionale di Futuro Nazionale, che ha dato ufficialmente il là al radicamento del partito guidato dall’ex generale Vannacci nel territorio. Un’assemblea piuttosto partecipata, va detto, anticipata dall’investitura ufficiale del deputato Domenico Furgiuele, nominato nei giorni scorsi commissario del movimento in Calabria, e del gruppo consiliare lametino formato da Massimo Cristiano, Carmine Villella e Donatella Amicarelli.

“Oggi è una giornata molto importante – ha esordito il responsabile nazionale per il Sud, Rossano Sasso – perché inizia ufficialmente il processo di radicamento di Futuro Nazionale in Calabria. Da oggi cominciamo a riempire il mosaico del partito in questo territorio”. Un processo partito proprio da Lamezia Terme, città che ha visto nascere la prima rappresentanza istituzionale del movimento in regione. Archiviate le linee programmatiche del partito, nato come “crisi di rigetto a un centro-destra che fin qui ha fatto poco o nulla”, inevitabile chiarire subito la querelle delle ultime ore, liquidata, senza troppi giri di parole, come “poco seria e non verificata”, tanto da esser smentita dai referenti dei comitati.

fn-2026-07-12-alle-10.14.07_33cc7.jpg

A dar manforte al responsabile nazionale per il Mezzogiorno, numeri alla mano, l’onorevole Furgiuele: “Ad oggi – spiega il deputato lametino – Futuro Nazionale può contare su 5000 iscritti, mentre nel momento in cui il gruppo di Lamezia Terme ha aderito al movimento erano 4000. Tra l’altro, il Comitato 144 conterebbe 386 iscritti, meno 212 che avrebbero preso le distanze successivamente. Restano 174 adesioni, alle quali aggiungere le 72 del Comitato 1067. Insomma, alla fine, i potenziali dissidenti sarebbero 246 e non 600. E vi dirò di più: le realtà che, seguendo il coraggioso esempio della commissione consiliare di Lamezia, continuano a contattarmi per aderire al movimento continuano a crescere. Questo fa sì che Lamezia sia un punto di riferimento, una sorta di laboratorio politico”. Si tratta di numeri che, oltre a ridimensionare le polemiche delle ultime ore, secondo Furgiuele, non vanno minimamente a intaccare il successo di un partito da “oltre 122000 iscritti” sul fronte nazionale, con la Calabria capace di attestarsi “tra le prime cinque regioni per partecipazioni spontanee”.

Fulcro del radicamento, per l’appunto, il gruppo consiliare di Lamezia Terme, guidato da Massimo Cristiano: “La nostra non è una scelta di comodo – afferma il capogruppo – ma crediamo fermamente nel generale Vannacci. Ci siamo inseriti in un contesto politico in cui il centro-destra è risultato vittorioso, ragion per cui non è stato facile fare una scelta simile. Dobbiamo ringraziare, a tal proposito, il Sindaco Murone per averla accettata in maniera del tutto democratica, senza farsi condizionare dalla gogna mediatica che ci ha travolti, perché in questi ultimi mesi abbiamo subito di tutto, siamo stati vessati. La verità – conclude - è che noi crediamo fermamente nei principi di Futuro Nazionale: identità, sovranità e sicurezza”.

fn-lamezia-2026-07-12-alle-10.14.00_d3b3d.jpg

A proposito della figura di Murone, a margine della conferenza, l’ex deputato leghista, sollecitato dalla stampa, ha poi confermato il sostegno all’attuale Primo Cittadino, criticato nelle scorse settimane da Fratelli d’Italia: “Mario Murone è un sindaco di centrodestra, quindi, se Fratelli d’Italia pensa di non volerlo più supportare, la cosa non ci riguarda. Ha fatto le sue valutazioni e se ne assumerà le responsabilità di fronte alla città. Futuro Nazionale rimane saldamente al fianco di un sindaco supportato in campagna elettorale. È passato solo un anno dall’inizio di questa consiliatura e penso si stia lavorando abbastanza bene, dunque continueremo a stare accanto a chi vorrà il nostro sostegno”. 

In chiusura, due battute su un altro hot topic riguardante l’intero hinterland, l’affaire Scordovillo: “Siamo stati tra i primi a manifestare la necessità di affrontare il tema Scordovillo, poi ci sono state delle alternanze di governo e dei cambi di gestione dei ministeri. Ad oggi, noi come movimento e io come parlamentare non siamo stati coinvolti in questa iniziativa. Non siamo stati invitati a dei tavoli in cui erano presenti importanti rappresentanti di governo, i quali si sono presi la responsabilità di metter mano su questo tema annoso. Noi speriamo che la situazione venga risolta nel migliore dei modi, per coloro che vivono in quella situazione di precarietà, ma soprattutto – conclude Furgiuele – per le persone che poi dovranno vivere lo smistamento di queste persone”.

F. S.

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.