
Lamezia Terme – È partito dal Centro regionale di neurogenetica di Lamezia il tour calabrese del segretario nazionale del Pd Nicola Zingaretti. Al suo fianco, il candidato a presidente della Regione, Pippo Callipo. Eccellenza di tutta la Calabria, il Centro negli scorsi mesi è salito alla ribalta della cronaca per via della paventata chiusura. La Regione aveva poi annunciato l’arrivo di nuovi fondi ma l’allarme resta comunque alto. “Il Centro di neurogenetica non deve chiudere” ha detto appena arrivato in città Zingaretti incalzato dai giornalisti. E precisa “Il mio oggi è un passaggio, qui al Centro di Neurogenetica, non solo di testimonianza ma di impegno a non chiudere gli occhi per salvaguardare e investire in questa realtà coinvolgendo e chiedendo al Governo Nazionale di costruire una buona sanità e un buon sistema di ricerca che vuol dire moltiplicare e tutelare le eccellenze che ci sono nei territori altrimenti – aggiunge - noi veniamo meno ad un dovere costituzionale che è quello della difesa del diritto alla salute, quindi non è un favore a qualcuno ma è l’impegno per difendere la costituzione repubblicana”. “Siamo qui - ha affermato - esattamente per questo. Perché la forza della Calabria è la capacità di questa terra, dei calabresi, di promuovere eccellenze. Trovo pazzesco che di calabresi è pieno il mondo che depositano in tanti luoghi la loro creatività, la loro capacità di produrre, e di produrre lavoro, scienza però si è costretti a emigrare. Se il PD ha un obiettivo è fare in modo che i giovani calabresi smettano di dover scappare dalla propria terra”.
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La scienziata Amalia Bruni, direttore del Centro regionale di neurogenetica dell'Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro, ripercorrendo la storia del Centro dall'intuizione dell'allora presidente della Regione Nisticò (presente all'incontro) all'attualità, tra difficoltà economiche ai successi nella ricerca fa notare che: “Dobbiamo avere una visione globale, altrimenti le monadi non vanno da nessuna parte, mi auguro che questa sua testimonianza oggi sia per noi di auspicio per risolvere una serie di situazioni – e precisa – ho scritto una lettera che le darò per il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e per il Ministro della Salute Roberto Speranza che già iniziato a mettere in opera una serie di atti nei confronti dei Commissari, perché – aggiunge – questo commissariamento della sanità per noi è stato ulteriormente devastante, la Calabria è precipitata ancora di più da un punto di vista sanitario, perché se prima emigravamo perché avevamo dei problemi seri adesso emigriamo per il parto, è una situazione intollerabile – e conclude – in questo momento il Centro Regionale di neurogenetica sta rappresentando una sofferenza che è propria ma contemporaneamente collettiva e quindi io penso che dal Governo ci vogliano degli interventi che siano centrati mirati ampi e collettivi e sinfonici”.


Dopo la visita nel centro accompagnato dalla dottoressa Amalia Bruni, Zingaretti ha visitato la struttura Progetto Sud guidata da don Giacomo Panizza, dove si è tenuta una conferenza stampa insieme al candidato governatore Pippo Callipo, al commissario regionale del Pd, Stefano Graziano, e con la presenza delle due donne capolista, Carolina Girasole e Maria Saladino. Nell’occasione è stato proiettato un video che ha presentato i candidati del Pd a sostegno di Pippo Callipo Presidente. Nel prendere la parola Pippo Callipo ci tiene a sottolineare che: “C’è una parola che sento spesso e che è a me tanto cara che è rivoluzione, non nel suo senso lato di sovvertire le cose, ma per me significa cambiare in modo veloce le cose, non possiamo avere dei cambiamenti soft, perché la rivoluzione richiede tempi veloci, e noi sin dall’1 febbraio dobbiamo cambiare le cose, i calabresi vogliono questo. I calabresi non vogliono più andare a bussare al politico o al notabile di turno per avere un suo diritto garantito dalla Costituzione. Con le elezioni – ha aggiunto - abbiamo un’occasione enorme, per il bene dei calabresi e dei loro figli. Non bisogna più dare la preferenza a chi considera i calabresi come voti in un cassetto, dobbiamo liberare i calabresi da queste pastoie. Dobbiamo chiedere alla gente fiducia, per questo li invito a pesare sulla bilancia chi è libero come me e chi è impastoiato da certi personaggi”. Callipo ha poi concluso: “Con Zingaretti è stato amore a prima vista, ci siamo capiti subito, e ora vogliamo liberare Calabria dalle vecchie pastoie”.

“E' la seconda volta che scendo in Calabria, non sarà certo l'ultima in questa terra bellissima a fianco di chi sta combattendo, di Callipo e di tutti i candidati, che hanno un obiettivo raccontabile e semplice: lottare e cambiare per far restare i giovani calabresi in Calabria e smetterla con una pratica che sembra condannare all'emigrazione forzata centinaia di migliaia di uomini, donne, giovani”. “In Calabria – ha aggiunto Zingaretti - dobbiamo distruggere, e questa è una missione culturale, politica, etica e economia, questa condanna. Questa regione produce ricchezza, benessere, buona scienza, buona produzione grazie alla forza di tanti docenti, primari, imprenditori che vengono in questa terra. Vogliamo quindi ridare a questa terra il diritto elementare di riprendersi la Calabria". "Lo sforzo fatto in questi anni e in questi mesi dalla magistratura e dalle procure per la legalità, che ringraziamo, è importantissimo, ma – ha proseguito il segretario del Pd - il modo migliore per combattere la criminalità non è solo dire grazie ma è dare forza all'economia legale, ai diritti intesi come servizi che arrivano alla persona ma perché sono un diritto costituzionale, il diritto al lavoro, alla salute, alla casa, allo svago. Quindi, la missione è questa e aveva bisogno di un esempio. E ringraziamo Callipo perchè per rendere credibile questa battaglia c'era bisogno del primo gesto d'amore, quello di rimettersi in gioco, come ha fatto lui. Mi ha colpito lo slogan di Callipo 'Io Resto in Calabria', perchè il suo è anche un esempio di vita”. Secondo Zingaretti “abbiamo bisogno di legalità e lavoro, di lavoro e legalità, e questo è possibile solo se lo Stato unito combatterà per questi obiettivi. Ci dev'essere l'azione della magistratura e delle forze dell'ordine, ma anche della società e della politica che devono occupare gli spazi lasciati dalla criminalità che con la loro forza si mobilitano. Dobbiamo avere – ha sostenuto ancora il segretario del Pd - una Calabria che fa i concorsi per poter dire ai ragazzi che possono tornare qui a portare qualità nella pubblica amministrazione. Nel Lazio abbiamo fatto un progetto, e lo voglio presentare al presidente Callipo, dal titolo 'Io torno'. Altro progetto è la startup di avvio dei beni confiscati alla 'ndrangheta, in questo senso esemplare è l'azione di don Giacomo Panizza. C'è bisogno di questi segnali per dire ai calabresi di tornare.

“Il cuore della battaglia in Calabria è che è una battaglia per la libertà”. “Dove non c'è possibilità di scelta – ha proseguito - non c'è libertà, e dopo tanti anni non possiamo avere pezzi di Italia in cui non c'è libertà. È una grande battaglia che va oltre, molto oltre l'appartenenza politica e partitica e e va al cuore del futuro dei calabresi. Dobbiamo portare Callipo a fare il presidente della Calabria soprattutto per chi ancora non è nato ma che tra 18 anni dovrà vivere in una Calabria libera. E ce la possiamo fare se c'è questo grande passaparola che unisce e crea consenso. Infine lo dico da segretario nazionale del Pd, credo molto nella candidatura di Callipo per un motivo fondamentale: è una persona libera, non prende ordini da nessuno, non ne prende da me e da nessuno. Bisogna stare attenti alle invasioni di chi si presenta ma ha padroni fuori dalla Calabria. Ci sono in Umbria assessori alla sanità del Veneto. Attenzione: difendete la libertà della Calabria, una cosa è avere un presidente che lotta in autonomia per la sua terra e un'altra è un presidente che mette la Calabria al servizio della politica romana. Perché una Calabria subalterna ai poteri non calabresi è più debole e fragile, ed è destinata a essere sempre fanalino di coda. È un destino che dobbiamo rompere. È dura ma – ha concluso Zingaretti - siamo partiti bene, con una scelta unitaria e ringrazio chi non ha diviso il campo di forze avendo capito che si deve stare insieme”. Don Giacomo Panizza, Presidente della Comunità Progetto Sud ha affermato che: “La Calabria oggi, per darsi una svolta, ha bisogno che chi si mette in politica faccia di più e meglio del solito”.
A.B.

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