
Catanzaro - "Negli ultimi anni sta emergendo, sempre di più, la necessità di dover dare nuovo lustro all'offerta formativa per le future generazioni". Il segretario Partito Democratico e della Federazione provinciale di Catanzaro, Gregorio Gallello, interviene sul tema della scuola nella nuova manovra di bilancio del Governo sostenendo che "il futuro rappresenta, di per sé, uno stacco temporale ambizioso, dove spesso ci si rifugia per sfuggire dalle dinamiche ingombranti del presente, ma non per questo deve disimpegnare così tanto il presente. I motivi del necessario investimento sulla scuola, ovviamente, sono molteplici. Ancora una volta, però, dall'ultima manovra di bilancio emerge un quadro sconfortante. La scuola, quella sacra istituzione su cui un Paese dovrebbe fare l'investimento maggiore, dalle nostre latitudini sembra non venga ad essere presa adeguatamente in considerazione. Le storture presenti nella manovra sono tante, e tante sono anche le mancanze di coraggio nell'affrontare la crisi attuale per dare prospettiva al nostro Paese; ma la superficialità con la quale si tratta il mondo scolastico, tra le tante tematiche, rappresenta la nota più stonata. È vero, la scuola, per l'attuale destra al governo, non rientra nella triade "Dio, patria e famiglia", ed è anche vero (per onore di verità) che la formula aziendale del sapere non è una cosa che appartiene solo all'attuale stagione; ma questi nostri ultimi anni, impregnati di tutela del sapere, di crisi demografica, di investimento epocale per la interazione tra culture e di rilancio di molte comunità in crisi d'identità suggerirebbero investimenti copiosi per la scuola pubblica".
Gallello ricorda "l'articolo 66 della legge di bilancio 2027, invece, prevede la riduzione di ben 4.925 posti di docente e 2.049 posti di personale Ata a partire dall'anno scolastico 2027/2028; sono 6.974 posti in meno, che vanno ad aggiungersi ai 5.660 docenti già tagliati dall'anno scolastico 2025/2026 e ai 2.174 Ata in meno presenti già dal 2026/2027. In politica tutto è opinabile, tranne i numeri; ma dinnanzi a questi numeri, la prospettiva di un impoverimento della nostra formazione scolastica, che emerge in maniera lampante, fa divenire per nulla opinabile anche questa considerazione. In Calabria, prendendo in esame i calcoli che alcuni addetti ai lavori stanno facendo in questi giorni, al suono della prima campanella nel settembre 2027 ci saranno oltre 200 docenti in meno e oltre 80 unità di personale Ata in meno. Tutto ciò significherà meno offerta formativa, meno vigilanza, meno servizi scolastici, meno classi nelle scuole delle aree interne e più classi numerose con perdita di qualità. La misura credo che sia abbondantemente colma".
Infine chiede "della scuola in Calabria e, soprattutto, della scuola nelle aree interne questo governo che cosa ne vuole fare? Il PD, da tempo, ha messo al centro della sua proposta politica, come uno dei punti essenziali, il rafforzamento della scuola e dell'università pubbliche. Ora è necessario, tuttavia, avviare una battaglia per svuotare di contenuti, durante l'iter parlamentare, l'assetto previsto nell'articolo 66, insistendo con forza sulla destinazione di maggiori risorse al potenziamento della formazione scolastica e alla garanzia del diritto allo studio in tutte le comunità, nessuna esclusa, del Paese. È un percorso, il nostro, che guarda al futuro e, pertanto, merita attenzione e fermezza".
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