
Catanzaro - Arriva l'ok della Commissione UE alla proroga della Decontribuzione Sud fino alla fine dell'anno. "La proroga decisa dall'Unione europea della decontribuzione Sud è un'ottima notizia che mette le aziende della Calabria e dell'intero Mezzogiorno nelle condizioni di avere più opportunità e di lavorare con maggiore serenità. Si tratta di uno straordinario risultato ottenuto dal ministro per gli Affari Ue, il Sud, la Coesione e il Pnrr, Raffaele Fitto, frutto di un delicato e prezioso lavoro a stretto contatto con la Commissione europea". Così Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria. "Un obiettivo raggiunto - prosegue - per nulla scontato, e che, dunque, è necessario valorizzare, perché fino al 31 dicembre le imprese del Mezzogiorno potranno contare sull'esonero contributivo pari al 30%, un sostegno reale per alimentare e dare vigore all'economia del Sud. Il prossimo traguardo sarà quello di rendere questa misura più strutturata per attrarre sempre più investimenti".
Ferro: "Un successo del governo"
"La proroga di Decontribuzione Sud, un obiettivo molto atteso dal mondo delle imprese e dalle parti sociali, è un altro grande successo del governo Meloni in Europa. Grazie allo straordinario lavoro del ministro Raffaele Fitto, che ha condotto con tenacia la trattativa con Bruxelles in questi mesi, la misura è stata prorogata fino al 31 dicembre, con la concreta prospettiva di renderla strutturale, trasformandola in uno strumento a lungo termine e maggiormente orientato verso gli investimenti". È quanto afferma Wanda Ferro (Fdi), sottosegretaria all'Interno. "È una misura - prosegue - che incide in maniera positiva su sviluppo e occupazione nelle regioni del Sud, un tema che è al centro delle politiche del governo Meloni, a partire dalle nuove politiche di Coesione e dall'istituzione della Zes unica, che, superando le logiche assistenzialistiche, hanno contribuito ad una crescita del Pil addirittura superiore a quella delle regioni del Nord. Con i fatti, e non con la propaganda, il governo Meloni segna una inversione di rotta per recuperare il profondo divario che oggi esiste tra Nord e Sud, e riunire un'Italia che le politiche dei governi passati hanno sempre più spaccato in due".
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