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Lamezia Terme - È il giorno dell’apoteosi per Jole Santelli, neo governatore della Calabria che in un noto hotel del Lametino, convoca la stampa per confermare un successo senza precedenti anche se ampiamente previsto, per sottolineare l’unità della coalizione e il forte radicamento sul territorio, a cominciare dal suo partito. Insieme a lei anche Antonio Tajani. “Per chi ha guidato Forza a Italia - ha esordito - è una grande soddisfazione. Ringrazio i calabresi che hanno voluto credere nella politica e nel nostro progetto. Mi auguro di non deluderli, saremo al lavoro al più presto. Ringrazio Meloni, Salvini, Cesa, Parente, tutti i candidati delle liste che hanno fatto una grandissima battaglia. Sono particolarmente felice di aver condotto, in pieno stile berlusconiano, una campagna decisa, mai abbiamo ceduto alle provocazioni o parlato male degli avversari. Abbiamo sempre parlato solo della Calabria e di come risolvere i problemi. Parlo di stile berlusconiano - ha precisato - perché abbiamo sempre avuto rispetto per tutti, dimostrando la solita civiltà politica”. Quindi, i propositi all’indomani della vittoria e dopo i ringraziamenti di rito.

“Inizia un nuovo giorno, che spero sia di buon auspicio per i calabresi. Due appelli. Le donne calabresi sono forti, tenaci, caparbie e comandano, chiedo alle donne calabresi di essere al mio fianco per cambiare la Calabria. Secondo appello, ai tanti calabresi che hanno avuto grande successo all'Italia e all'estero. I loro sforzi sono stati premiati, hanno avuto molto, chiedo loro una giornata al mese come resistituzione alla Calabria, così la Calabria riuscirà a risollevarsi”. Poi un pensiero anche per l’avversario alla vigilia più accredito nella corsa verso la presidenza e per gli altri due competitor. “Saluto Pippo Callipo che si è comunque battuto in una campagna difficile, complimenti ad Aiello che ha sofferto un fuoco amico di non poco conto, e Tansi che ha ottenuto un grande risultato”. Dai giornalisti domande sul rapporto con Salvini.

“Ho avuto un ottimo rapporto con Salvini in tutta la campagna elettorale, e anzi spesso ci siamo scambiati messaggini whatsapp con immagini particolari, mi ha girato un giorno una foto del parmigiano mentre io visitavo un'azienda che produce pecorino, e gli ho girato una foto del pecorino. E' venuto spesso in Calabria, io penso che avremo rapporti ottimi, come con i presidenti del Nord. Qualcosa - ha altresì sottolineato - penso la possiamo pure imparare, cerchiamo di non fare i super”. Subito dopo, già qualche primo accenno agli impegni che l’attendono.  “Vorrei incontrare al più presto il ministro della Salute Speranza, con la sanità al momento commissariata, dobbiamo trovare un modello di equilibrio tra Regione e Governo. E' essenziale discutere e parlare, ed evitare qualsiasi braccio di ferro inutile”. E poi il passaggio sulla mafia.  “Per quanto riguarda la criminalità organizzata, ognuno deve fare il proprio, siamo in un momento buono, abbiamo magistrati serie e stimati, parlo di procura, uffici giudiziari e dei capi della Dda a Catanzaro e Reggio Calabria”.

Sollecitata sulla formazione della Giunta, così si è espressa. “Io vengo dalla politica e lo rivendico; i partiti che hanno collaborato alla vittoria hanno diritto ad avere le giuste rappresentanze, mi auguro che con tutti si possa ragionare perché se lavoriamo così non avremo difficoltà. Due vicepresidenti? Non ci ho mai pensato. Di certo credo che l’agricoltura sia un asset fondamentale, come turismo e imprese e qui ci devono andare persone serie e competenti che rivoluzionino il sistema. Nominerò chi mi convince con un programma vero”. Un messaggio chiaro inequivocabile anche su come intenderà svolgere il ruolo di presidente e sui rapporti interni che caratterizzeranno il suo operato a cominciare dalla lotta alla burocrazia.  “Ci sono state molte polemiche interne alla Regione ma non bisogna fare di tutta l'erba un fascio. Mi auguro che ci sia collaborazione, ma chi sbaglia va a casa. Non è una minaccia, ma una promessa. Io ho la penna facile, le pec alla Procura e alla Corte dei conti partono veloci perché io difendo prima di tutto i calabresi. Visto che la nostra regione è una terra difficile, sarò io a mettere le telecamere e il sistema di registrazione nella mia stanza e nella mia macchina, chiunque parla con me saprà”. E da Tajani il supporto che “la Calabria e la Santelli si aspettano. Le daremo una mano anche da Bruxelles. Ma oggi lasciatemi sottolineare lo straordinario successo avuto. Nel Sud noi vogliamo tornare ad essere garanti della crescita economica che non può essere figlia del Reddito di cittadinanza, da qui parte una grande rivoluzione per vincere anche nelle altre regioni”. È partita da Lamezia dunque la sfida della Santelli che nel primo giorno da governatore, ha lanciato messaggi chiari e inequivocabili. Nella speranza che ogni proposito possa essere mantenuto senza che le alchimie della politica trasformino le parole vaghe ed inutili enunciazioni.

Antonio Cannone

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