
Catanzaro – È il Partito Democratico il primo partito in Calabria all'esito delle votazioni svolte domenica 26 gennaio per le regionali, mentre la Lega non sfonda e non riesce a scalzare Forza Italia, anche se di poco, dalla leadership nel centrodestra. I dem ottengono il 15,19% dei consensi, in netto calo rispetto al 2014 (23,67%), ma anche rispetto alle europee dello scorso anno (18,25%). La Lega, presente per la prima volta alle regionali in Calabria, arriva al 12,25% ma perde dieci punti rispetto alle europee (22,61%), mentre Forza Italia, al 12,34%, conferma sostanzialmente il voto delle regionali 2014 (12,28%) e delle europee (13,32). Balzo avanti di Fratelli d'Italia, che dal 2,47% del 2014 arriva al 10,85%, migliorando, seppur lievemente, anche il dato delle europee (10,26%). L'Udc arriva al 6,84%.
A livello circoscrizionale, la Lega supera di poco Forza Italia (11,91% contro 11,67%) nella circoscrizione nord (corrispondente alla provincia di Cosenza) e di 5 punti (15,09 contro 10,16) al centro (province di Catanzaro, Vibo Valentia e Crotone), ma a determinare il dato regionale è la circoscrizione sud (Reggio Calabria) - che pure aveva eletto Matteo Salvini al Senato, seggio poi tolto e assegnato a FI - dove la Lega non va oltre il 9,18%, oltre sei punti in meno di Forza Italia. E nella circoscrizione sud, a svettare come primo partito del centrodestra è Fratelli d'Italia al 16%, lo 0,57% in meno rispetto al primo partito della circoscrizione, il Pd.
Irto il consigliere più votato
Tra i candidati al Consiglio regionale della Calabria, il più votato in assoluto è stato il presidente uscente dell'Assemblea, il dem Nicola Irto, con 12.568 preferenze. Al secondo posto Gianluca Gallo, confermato consigliere con Forza Italia con 12.053 voti, seguito da Baldo Esposito, anch'egli rieletto, che ha ottenuto 10.281 voti con la Casa delle libertà.
Flop del M5S
Flop del Movimento 5 Stelle in Calabria che, come nel 2014, non riesce ad entrare in Consiglio regionale, non avendo raggiunto il quorum dell'8%. I 5 stelle migliorano il dato delle regionali 2014, passando dal 4,90% al 6,27% (un altro 1,10% è andato alla lista civica Liberi di cambiare che sosteneva Aiello insieme ai pentastellati). Ma soprattutto crollano rispetto alle europee di fine maggio (26,69%), perdendo quasi 20 punti. A scrutinio ultimato i 5 Stelle sono attestati al 7,35%. I pentastellati crescono notevolmente rispetto alle regionali scorse (4,9%), ma crollano rispetto alle politiche del 2018, quando arrivarono addirittura al 43,37%, e rispetto alle europee dello scorso anno, quando ottennero il 26,69%. Si ferma al 7,22% anche l’ex responsabile della protezione civile Carlo Tansi che non riesce ad entrare in consiglio.
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