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Roma - La Giunta per le Immunità del Senato avrebbe voluto pronunciarsi sulla richiesta di arresto per il senatore di Gal Antonio Caridi prima dell'estate, ma in un burrascoso ufficio di presidenza della Giunta di ieri sera non si è raggiunta l'unanimità e la decisione sui tempi di esame è stata rinviata ad oggi. Caridi, accusato dalla Dda di Reggio Calabria di essere ai vertici di una Cupola della 'ndrangheta "in grado di pianificare i destini politici ed economici" non solo della regione, avrebbe chiesto una proroga almeno fino a dopo l'estate per presentare la sua memoria difensiva. Richiesta che, raccontano partecipanti all'ufficio di presidenza, sarebbe stata sostenuta con forza dal capogruppo di Gal, Mario Ferrara, e da alcuni esponenti di FI come Bruno Alicata contro il parere del Pd e di altri dell'opposizione che avrebbero voluto votare sulla richiesta d'arresto prima della pausa estiva. In queste ore, intanto, sarebbero arrivate nuove carte da Reggio: circa 1.800 pagine che potrebbero aggravare il quadro accusatorio del parlamentare.

Aggiornamento: Giunta voterà su caso Caridi martedì

La Giunta per le Immunità del Senato si pronuncerà entro martedì sera sulla richiesta di arresto del senatore di Gal Antonio Caridi. Lo ha deciso ora la Giunta con il solo voto contrario di Carlo Giovanardi e di Enrico Buemi (Psi). La proposta di mediazione del presidente Dario Stefano, passata dunque con voto quasi unanime, prevede che lunedì alle 13 sia il termine entro il quale si potrà presentare una memoria difensiva, mentre Caridi potrebbe venire ascoltato martedì mattina. Il voto in Aula potrebbe avvenire entro la pausa estiva.

REAZIONI

M5S: Aula ha responsabilità

Il MoVimento 5 Stelle chiede la calendarizzazione urgente in Aula e prima della pausa estiva della votazione sulla richiesta di arresto pervenuta dalla Procura di Reggio Calabria a carico del Senatore Antonio Stefano Caridi accusato di associazione mafiosa. I 5 Stelle, si legge in un posto sul blog di Grillo, lo chiederanno ufficialmente durante la riunione dei Capigruppo del Senato convocata per le 13 e durante l'incontro delle 16 previsto tra i parlamentari M5S e il Presidente del Senato Pietro Grasso. "Il Bomba - scrivono i parlamentari M5S nel post sul blog di Grillo - si è mai accorto che il suo governo e la sua riforma costituzionale per un periodo si sono sostenuti anche con i voti del senatore Antonio Stefano Caridi, accusato di associazione mafiosa anche di natura straniera (416 bis cp) nell'ambito dell'indagine sulla "cupola segreta" della 'ndrangheta scoperta dalla direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria?". E "Alfano - aggiungono - si è mai accorto di aver avuto all' interno del proprio partito e in Senato, Caridi, per il quale Palazzo Madama sarà chiamato a rispondere alla richiesta d'arresto per associazione mafiosa avanzata dal Tribunale di Reggio Calabria? Cosa avrà chiesto il senatore Caridi ad Alfano e al Bomba quando è stato componente della Commissione Industria, Commercio e Turismo e quando ha ricoperto il ruolo di parlamentare per le questioni regionali? Ci dicano se ci sono stati degli scambi di favori, di cui sono a conoscenza o di cui è a conoscenza l'intero NCD!". "Caridi, infatti - osservano - come recita l'ordinanza della Procura di Reggio Calabria, sarebbe stata la figura politica di riferimento della cosca dell'ndrangheta De Stefano Archi di Reggio Calabria a cui affidare ruoli pubblici e cariche in grado di agevolare il buon esito del programma criminoso in termini di interessi patrimoniali ed economici in cambio di favori elettorali. Caridi avrebbe operato in modo stabile, continuativo e consapevole a favore del sistema criminale di tipo mafioso, mediante l'uso deviato della propria carica pubblica da Senatore, pagata dai cittadini". "Adesso la Giunta per le autorizzazioni e le immunità parlamentari - concludono - sta esaminando il suo caso che dovrà essere votato prima in Giunta e poi in Aula. L'Aula questa volta ha la responsabilità di far venire meno lo scudo dell'immunità concesso come privilegio alla casta. Quella stessa che protegge gli indagati, i condannati e i corrotti, sempre più presenti in Parlamento e che la riforma della Costituzione pensata da Boschi, Bomba e Verdini, con i voti anche di Caridi, vorrebbe estendere a sindaci e consiglieri regionali, quali futuri senatori".

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