Cosenza - La sanità in Calabria è peggiorata. Il consigliere regionale Giuseppe Aieta si sospende dal Pd “fino a quando non sarà ristabilita l’agibilità democratica a tutela dei cittadini calabresi che pretendono il sacrosanto diritto a vivere in una regione che garantisca loro una vita normale con tutte le garanzie per la loro salute”. Le motivazioni sono state esposte in una lettera indirizzata al segretario nazionale del partito, Matteo Renzi, al segretario regionale, Ernesto Magorno, al presidente del gruppo regionale, Sebi Romeo e al presidente della Giunta regionale, Mario Oliverio. “I commissari – ha scritto Aieta - non hanno brillato per risultati positivi tant’è che la spesa sanitaria è cresciuta a fronte di una qualità dei servizi sprofondata ai minimi storici. Aieta ha rcordato:” Nell’ultima competizione elettorale per il rinnovo del Consiglio regionale abbiamo più volte posto il problema della qualità dei servizi sanitari come una priorità imprescindibile del nostro progetto politico: su questo aspetto, che era ed è il più sensibile per i calabresi, abbiamo assunto un impegno con i cittadini che oggi - non certo per responsabilità della Regione - non siamo in grado di onorare a causa di scelte illogiche e antieconomiche dei commissari”.
Secondo Aieta, “il punto politico, però, risiede nel fatto che i calabresi non distinguono più tra l’azione dannosa dei commissari e quella del Pd che è forza di governo alla Regione e al Governo”. “Il clima in Calabria – ha notato l’esponente politico - è divenuto pesante per via della diffusa indignazione che ad ogni latitudine ha contagiato i cittadini e gli operatori sanitari. E’ sotto gli occhi di tutti come i commissari, alimentando uno scontro istituzionale che non ha precedenti, abbiano gestito finora la sanità calabrese attraverso una produzione smisurata di decreti con un unico tratto distintivo determinato dalla superficialità e dal pressappochismo che emergono in tutta la loro evidenza mostrando, in qualche caso, anche il segno dell’arroganza sconfinata nell’abuso. Si pensi – ha sottolineato Aieta - a tutte le disposizioni di volta in volta adottate, corrette e ritirate. Continuano a susseguirsi i decreti di riprogrammazione della rete ospedaliera (DCA n.30 e n. 64 ridisegnano la rete in modo sempre incompleto se non addirittura errato). Ma l’aspetto più grave è che la continua riprogrammazione lascia sempre irrisolte sul tappeto le questioni più critiche alimentando il fuoco dell’indignazione. I cittadini calabresi devono poter riacquistare fiducia nelle proprie strutture sanitarie e questo non può che passare attraverso un ripensamento deciso della stagione commissariale. E’ giunto il momento – ha insistito Aieta - di riconoscere che la struttura commissariale nella sua azione è venuta meno ad alcuni principi fondanti quali il rigore, la trasparenza e il rispetto del ruolo della Regione, mostrandosi inadempiente proprio rispetto agli obiettivi per cui era stata nominata ovvero assicurare ogni possibile risparmio di spesa ma sempre nell’ottica di un reale miglioramento dell’assistenza sanitaria erogata ai cittadini calabresi con la conseguente e tanto attesa riduzione del prelievo fiscale regionale”. Di qui la presa di posizione che potrebbe precederne altre, visto che Aieta si è reso interprete di un più diffuso e profondo senso di protesta che serpeggia tra le file della compagine regionale di maggioranza.
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