
Cosenza - "Acquistavano" auto rubate per poi contattare i proprietari e offrire la restituzione del mezzo in cambio di denaro. Sette persone sono state arrestate (due ai domiciliari) dai carabinieri del reparto operativo di Cosenza e un'altra ha avuto un obbligo di presentazione alla pg, con le accuse, a vario titolo, di estorsione, ricettazione, false dichiarazioni o attestazioni in atti per l'ag e favoreggiamento. I casi di "cavallo di ritorno" si verificavano tra Cosenza e Rende.
E' stato appurato che venivano utilizzate delle cabine telefoniche per chiedere il riscatto alle persone alle quali era stata rubata l'auto. Riscatto che variava secondo il tipo di veicolo, ma che e' arrivato, in un caso, fino a 2700 euro. Il prezzo veniva trattato al telefono. In un caso, sull'auto rubata c'erano delle attrezzature elettromedicali, per le quali è stato chiesto un riscatto a parte. Dopo la seconda telefonata, i contatti venivano interrotti e le auto venivano bruciate o smontate a pezzi. Erano le donne del gruppo ad effettuare le telefonate, accompagnate da un bambino, per non dare nell'occhio e non subire controlli. "Voglio sottolineare l'assoluta mancanza di collaborazione da parte delle vittime - ha detto il procuratore aggiunto di Cosenza Marisa Manzini, presente alla conferenza stampa seguita all'arresto di un gruppo di persone dedite al furto d'auto - tanto che una delle vittime, che si è rifiutata di collaborare nonostante l'evidenza del furto, è stata accusata di favoreggiamento ed è destinataria di un obbligo di presentazione alla polizia". "Un plauso va ai carabinieri - ha detto ancora la Manzini - che hanno lavorato davvero senza aver nessun aiuto, e per questo bisogna sensibilizzare la popolazione".
I nomi degli arrestati: Ivan Trinni, Hamid Zoubir, Anna Manzo, Patrizia Berlingieri, Leonardo Berlingieri, Franco Abbruzzese e Dorin Adrian Teglas. Il nome dell'operazione deriva da una frase che il gruppo utilizzava per comunicare in codice che sarebbero stati effettuati dei furti: "stasera andiamo a cena fuori".
REAZIONI
Sindaco di Cosenza plaude a operazione carabinieri
"E' un vero e proprio scacco matto alle attivita' perpetuate in maniera illecita quello che le forze dell'ordine stanno compiendo sul nostro territorio". Ad affermarlo è il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto, che aggiunge: "Non è nemmeno trascorsa una settimana dall'importante operazione anti racket che ha sgominato un clan dedito a violente estorsioni contro gli imprenditori locali, che il Nucleo operativo del Comando Provinciale dei Carabinieri ha eseguito oggi diversi arresti permettendo così di interrompere il cosiddetto fenomeno del cavallo di ritorno relativo al furto di autoveicoli. I cittadini - aggiunge Occhiuto - avvertono più che mai la presenza forte dello Stato a tutela della loro sicurezza. Sento pertanto di esprimere ancora una volta gratitudine, a nome di tutta la comunità, al colonnello Giuseppe Brancati, al colonnello Vincenzo Franzese e al capitano Michele Borrelli che hanno guidato i validi uomini dell'Arma in questa ennesima brillante operazione, insieme al procuratore aggiunto Marisa Manzini che ha coordinato le indagini. Credo - conclude il Sindaco - che si possa parlare, a ragione, di un'imponente azione di pulizia che restituisce motivazione alla sinergica azione di crescita che come istituzione comunale stiamo portando avanti".
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