
Milano - Anis Amri, quando è stato fermato dai due agenti italiani, ha detto di essere di Reggio Calabria. Lo ha riferito Christian Movio, 36enne l'agente rimasto ferito nel conflitto a fuoco con Anis Amri. Movio, che in ospedale ha parlato col vice presidente della Regione Lombardia, Fabrizio Sala che lo ha incontrato, ha detto che Amri "non aveva accento italiano e ci ha insospettito”.
Una "normale attività di controllo del territorio" svolta da due agenti che "hanno seguito le procedure stabilite": è finita così la fuga di Anis Amri, fermato e controllato a Sesto San Giovanni non perchè individuato come il killer di Berlino ma solo perchè alle 3 di notte si aggirava vicino alla stazione di Sesto San Giovanni. "Era degno di controllo", spiega il questore di Milano Antonio de Iesu e il vice questore aggiunto Roberto Guida, dirigente del commissariato di Sesto San Giovanni racconta così la dinamica dello scontro a fuoco: "Era solo e fermo, dalla Volante è sceso il capopattuglia che gli ha chiesto i documenti, mentre l'autista era un agente in prova. Amri era tranquillissimo, parlava italiano anche se con accento straniero". Spiega di essere di Reggio Calabria ma l'accento non convince Christian Movio, l'agente che sta eseguendo il controllo, che gli chiede di rovesciare il contenuto del suo zainetto sul cofano della macchina. A quel punto Amri estrae la pistola calibro 22 dalla giacca carica e pronta per l'uso e spara, colpendo Movio a una spalla. Immediata e decisiva è la reazione di Luca Scatà, l'agente in prova che si nasconde dietro la volante e risponde al fuoco, mentre Amri urla "Poliziotti bastardi". Due i colpi esplosi da Scatà, uno mortale finito nel costato di Amri. Inutile il tentativo di rianimarlo, dopo dieci minuti è morto.
Verifiche a Reggio Calabria dopo frase a poliziotti
Controlli e verifiche sono in corso a Reggio Calabria da parte della Polizia di Stato dopo che Anis Amri, il sospetto autore della strage di Berlino, ucciso stamani in un conflitto a fuoco a Sesto San Giovanni, ha detto agli agenti che lo controllavano di essere di Reggio Calabria. Il nome di Amri, secondo quanto si è appreso, in passato non sarebbe emerso in attività di polizia a Reggio, ma alla luce di quanto da lui detto, gli investigatori intendono verificare se potesse avere dei collegamenti in città. Allo stato, non risulta neanche che Amri sia stato in Calabria.
Negative verifiche a Reggio Calabria su Anis Amri
Hanno dato esito negativo le verifiche condotte dalla polizia a Reggio Calabria su un'eventuale presenza in passato di Anis Amri o su suoi contatti con qualcuno che risiede nella città calabrese. E' questo si è appreso in ambienti investigativi. Dagli accertamenti svolti non è emersa una presenza sul territorio di Amri e neanche suoi contatti.

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