
Vibo Valentia - Il gip del Tribunale di Vibo Valentia, Lorenzo Barracco, non ha convalidato il fermo di indiziato di delitto nei confronti di Alessandro Ciancio, 23 anni, di Acquaro, nel vibonese, arrestato venerdi' con l'accusa di aver ucciso il 22enne Rosario Mazza, e di aver gravemente ferito il fratello Simone di appena 18 anni.
Il giudice ha pero' emesso nei confronti di Ciancio un'ordinanza di custodia cautelare in carcere con l'accusa di omicidio volontario e tentato omicidio. Il fermo non e' stato convalidato essendo assente nel caso di specie il pericolo di fuga (essendosi Ciancio consegnato ai carabinieri) e l'inquinamento probatorio (il giovane ha confessato i reati). I carabinieri, intanto, sono alla ricerca dell'arma del delitto, una pistola calibro 6,35 gettata da Ciancio dopo la sparatoria ed ancora non ritrovata. L'omicidio ed il tentato omicidio sono avvenuti giovedi' sera al culmine di una lite in un bar del paese delle Preserre vibonesi.
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