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Lamezia Terme - Nuova udienza per il processo "Reventinum" che ha riunito i due procedimenti scaturiti dall’operazione scattata il 10 gennaio dello scorso anno contro il cosiddetto "gruppo storico della montagna". Oggi, davanti al giudice Carè del tribunale di Catanzaro, gli indagati hanno scelto i riti. Si tratta, di un primo filone partito dalla vicenda giudiziaria derivata dall’omicidio dell’avvocato penalista Francesco Pagliuso avvenuto a Lamezia il 10 agosto del 2016. Nell’operazione era stato coinvolto anche il presunto killer, Marco Gallo, che aveva già chiesto il rito ordinario. Il secondo stralcio è legato ad altre fattispecie di reato che vanno da alcuni casi di estorsione a tentate estorsioni che sarebbero state commesse ai danni di alcuni imprenditori che operano nelle zone montane del lametino.

Oggi, hanno chiesto di essere processati con il rito abbreviato, Domenico e Giovanni Mezzatesta, Cleo Bonacci, Andrea Scalzo, Antonio Pulitano e Vincenzo Mario Domanico. Il processo per chi ha scelto il rito alternativo proseguirà il 20 ottobre. Hanno optato per l’ordinario e sono stati rinviati a giudizio, Pino e Luciano Scalise, Angelo Rotella, Antonio Scalise, Carmela Grande, Salvatore Mingoia e Bruno Cappellano. Il processo avrà inizio il 20 novembre davanti al tribunale collegiale di Lamezia Terme. Nel collegio difensivo gli avvocati Larussa, Canzoniere, Chiodo, Vianello Accorretti, Nimpo, Mancuso, Gigliotti, Mendicino, Penna. Nel suo intervento, in particolare, l’avvocato Chiodo, in difesa di Salvatore Domenico Mingroia, Pino Scalise, Luciano Scalise, Antonio Scalise, Carmela Grande e Bruno Cappellano, aveva chiesto sentenza di non luogo a procedere per non aver commesso il fatto.

Associazione a delinquere di tipo mafioso, sequestro di persona, omicidio, estorsione, danneggiamento, violenza privata, questi i reati contestati, a vario titolo, agli indagati. 

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