Salta al contenuto principale

incendio-cosenza-08072017-151052.jpg

Cosenza - Resta alta l'emergenza incendi nel Cosentino, dove da giorni il sistema di intervento è mobilitato per fronteggiare il fronte del fuoco che assedia da una settimana il piccolo centro di Rose, dove la situazione sembra migliorare, e Longobucco, dove le fiamme minacciano le case. "Gli incendi di Rose e di Longobucco preoccupano, anche se sono sotto controllo. A Rose il fuoco avanza verso la Sila e ormai è a 1200 metri di altezza, a Longobucco invece avanza, purtroppo, verso l'abitato" ha detto Carlo Tansi, capo della Protezione Civile regionale, che stamattina ha partecipato ad un incontro operativo convocato dal Parco nazionale della Sila per fare il punto della situazione con i sindaci interessati e le forze dell'ordine, oltre che con le 9 associazioni che collaborano al piano antincendio del parco. "Le aree interessate sono di almeno 20-25 km quadrati per ognuno dei due incendi - ha detto Tansi - con fronti attivi di più di 10 km di lunghezza, e a Rose il fuoco ha intaccato le conifere e questi alberi sono ad alta infiammabilità, per questo l'incendio ha subito un'accelerazione. Adesso stiamo facendo una ricognizione delle abitazioni che rientrano nelle aree interessate dalla criticità - ha concluso Tansi - per mettere in sicurezza le persone".

Calabria percorsa dal fuoco da nord a sud, 50 i roghi

In generale, comunque, è tutta la Calabria ad essere percorsa dalle fiamme da nord a sud del suo territorio. Cinquanta i roghi segnalati oggi. Il personale di "Calabria Verde", l'azienda forestale regionale, è stato particolarmente impegnato in Sila. Due i punti critici segnalati dalla Regione: il fronte di Fago del Soldato, nei comuni di Rose e Celico, "dove hanno operato per tutto il giorno - spiega una nota - due canadair ed un elicottero dell'azienda ed il fronte di Longobucco sul quale, dopo l'intervento in prima persona del Presidente della Regione Mario Oliverio, sono stati concessi dal Coau di Roma due canadair ed un elicottero Ericson, cui è stato affiancato per le piccole bonifiche un secondo elicottero aziendale. Finalmente si è registrato un blocco dei fronti del fuoco. Se si proseguirà in questo modo, nel volgere di alcune ore - si fa rilevare - grazie anche all'operato a terra di più di trecento uomini dei Vigili del Fuoco e di Calabria Verde, impegnati in operazioni di bonifica, si dovrebbero chiudere sia l'incendio di Longobucco, che di Rose. Da domani saranno aggrediti i vicini incendi di Acri e Cava di Melis sui quali, sino a questo momento, è stata, per cause di forza maggiore, posta in essere un'azione di contenimento".

Incendi sono in atto a Platania e Pentone per la provincia di Catanzaro; di Scilla, Oppido Mamertina e Seminara per la provincia di Reggio Calabria; Rocca del Greco, Motta Apollone, Mormanno e Morano Calabro per la provincia di Cosenza. Nel primo pomeriggio, il presidente della Regione Mario Oliverio, messo al corrente di alcuni incidenti stradali in cui sono incorsi dipendenti dell'Azienda Calabria Verde durante l'orario di lavoro, ha inteso esprimere "il più sentito ringraziamento a tutto il personale che, in questo momento, sta operando e gli auguri di pronta guarigione al DOS Nello Stranges di Reggio Calabria".

Sindaco di Rose: da volontari Prociv atti eroismo

"Con i volontari della Protezione civile siamo stati in continuo contatto telefonico e abbiamo lavorato gomito a gomito. Li conosco e li ho visti effettuare salvataggi in extremis e veri e propri atti di eroismo. A loro va, quindi, la mia massima stima per il contributo che hanno dato nell'assistenza alla popolazione e nel salvare vite umane". Mario Bria, sindaco di Rose, comune della provincia di Cosenza assediato da giorni dagli incendi, chiarisce il senso delle sue dichiarazioni di ieri in relazione all'ipotesi che tra i volontari presenti sul fronte del fuoco potesse nascondersi chi appiccava le fiamme.

"Non intendevo certo riferirmi ai volontari della Protezione civile - dice Bria - ma a casi rari di persone comuni che potevano annidarsi, presumibilmente, tra la gente in apprensione per appiccare il fuoco sfuggendo ai controlli. Tutto questo per le dinamiche davvero strane e particolari con le quali si sono sviluppati i roghi nel nostro territorio. La mia era solo un'ipotesi e non una certezza suffragata da elementi concreti. L'unico elemento concreto, purtroppo, era il fuoco che si propagava malgrado gli sforzi di tutti noi". "Si pensi - sottolinea ancora Bria - che il nostro comune, che ha una superficie complessiva di 47 chilometri quadrati, ha visto andare in fumo una territorio pari a 20 chilometri quadrati, ovvero quasi la metà. Immagini le proporzioni di quanto é accaduto".

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.