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Reggio Calabria - "È un'organizzazione che usava il metodo mafioso dimostrando una tendenza preoccupante all'uso delle armi. Ai loro occhi, il comandante della Polizia locale era 'reo' di esercitare correttamente i controlli sulle attività mercatali che si svolgono periodicamente in quel comune, non graditi agli ambulati, i quali si lamentavano con il Praticò e gli altri arrestati di quel comportamento corretto che impediva illegalità". Lo ha detto il capo della Procura distrettuale di Reggio Calabria, Giovanni Bombardieri nel corso della conferenza stampa sugli arresti che hanno sgominato una banda dedita al traffico della droga e alle intimidazioni a Bagnara Calabra.

"Abbiamo fatto la scelta di chiudere le indagini - ha aggiunto Bombardieri - poiché dalle intercettazioni emergeva un quadro davvero preoccupante in ordine anche alla manifestata volontà degli indagati di alzare il tiro persino contro gli uomini dell'Arma, 'colpevoli' ai loro occhi di esercitare i controlli di prevenzione sul territorio, fino al punto di dire chiaramente che prima o poi avrebbe fatto fuoco contro i militari".

"Durante le intercettazioni - ha detto il comandante provinciale dei carabinieri, Giuseppe Battaglia - il gruppo criminale parlava anche chiaramente della programmazione di un omicidio per vendicare l'assassinio di un ex sorvegliato speciale loro amico, Francesco Catalano, contiguo alla 'ndrangheta, ucciso a colpi d'arma da fuoco a Bagnara Calabra nel febbraio del 2010. Probabilmente volevano farsi strada velocemente fino a conquistare il comando del 'locale' di 'ndrangheta di Bagnara Calabra".

I carabinieri di Villa San Giovanni hanno inoltre sventato un agguato ai danni di una persona non ancora individuata per una lite che avrebbe avuto con il suocero del Praticò, Rosario Leonardis.

"Al momento - ha detto il comandante, capitano Giuliano Carulli - non vi sono elementi che inducano a sospetti sui contatti tra gli indagati e le cosche della 'ndrangheta preaspromontana, come quelle di Sinopoli, ma appare verosimile che la fornitura della cocaina e della marijuana possa avere alimento da quei canali ormai sperimentati".

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