
Vibo Valentia - Il Tribunale collegiale di Vibo Valentia ha emesso la sentenza al termine del maxiprocesso nato dall’unione di tre operazioni antimafia: Maestrale, Olimpo e Imperium. Gli imputati erano 183 e la Dda di Catanzaro (pm Annamaria Frustaci, Andrea Buzzelli e Irene Crea), aveva chiesto 168 condanne. Quasi 100 le assoluzioni totali o parziali.
Il Tribunale di Vibo Valentia, con la sentenza pronunciata oggi nel giudizio di primo grado del maxiprocesso Maestrale-Olimpo-Imperium, ha assolto l'avv. Francesco Stilo, difeso dall'avv. Valerio Mercuri, con la formula piena "perché il fatto non sussiste". La Direzione Distrettuale Antimafia, al’esito della requisitoria, aveva chiesto nei confronti dell’Avv. Stilo una condanna ad otto anni e sei mesi di reclusione. L'avvocato Stilo era imputato in relazione ai capi 35 e 36 dell'imputazione, concernenti le ipotesi di concorso in estorsione aggravata dal metodo mafioso e tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Secondo l'impostazione accusatoria, avrebbe tentato di ottenere il pagamento di un credito professionale avvalendosi dell'intervento di soggetti ritenuti appartenenti alla cosca Accorinti della locale di Zungri.
All'esito dell'istruttoria dibattimentale, il Collegio - accogliendo le tesi della difesa dell’imputato - ha ritenuto insussistenti i fatti contestati, pronunciando la formula assolutoria più ampia prevista dall'ordinamento, con conseguente pieno proscioglimento dell’imputato. La sentenza è stata pronunciata nell'ambito del giudizio di primo grado del maxiprocesso Maestrale-Olimpo-Imperium, che ha riunito tre distinte inchieste della Direzione Distrettuale Antimafia — Olimpo, Maestrale-Carthago e Imperium— celebrato nei confronti di 183 imputati. Il procedimento ha riguardato presunte infiltrazioni della criminalità organizzata in diversi centri della provincia di Vibo Valentia, tra cui Vibo Valentia, Limbadi, Nicotera, Briatico, Filadelfia, Mileto, Tropea e Zungri. L'inchiesta Olimpo, avviata nel gennaio 2023, è stata condotta dalla Squadra Mobile di Vibo Valentia; Maestrale-Carthago è stata sviluppata dall'Arma dei Carabinieri con due distinte operazioni eseguite nei mesi di maggio e settembre 2023; Imperium, infine, è stata condotta dalla Guardia di Finanza e si è conclusa con gli arresti eseguiti nell'agosto 2023.
Assolto l’ex dirigente dell’Asp di Vibo (già direttore sanitario della clinica Villa Sant’Anna di Catanzaro) Cesare Pasqua, originario di Nicotera, ma residente a Vibo Valentia. Nei suoi confronti l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa (clan Mancuso) e la richiesta di condanna a 14 anni. Assolto l’imprenditore (ed ex assessore regionale al Lavoro ed ex sindaco di Pizzo) Francescantonio Stillitani (chiesti 9 anni) e assoluzione pure per il fratello Emanuele Stillitani (chiesti 8 anni). Assolti gli avvocati del Foro di Vibo, Daniela Garisto e Azzurra Pelaggi (chiesti rispettivamente 12 e 6 anni). Assolto (il fatto non sussiste) l’avvocato di Lamezia Terme Francesco Stilo (chiesti per lui 8 anni e 6 mesi).
Tra le altre assoluzioni: Rodolfo Bova di Scilla, ex capo struttura del Dipartimento Turismo e Beni Culturali della Regione Calabria (chiesti 5 anni); Tomasina Certo di Tropea (chiesti 16 anni moglie del boss Tonino La Rosa di Tropea); l’imprenditore Raffaele Corigliano (chiesti 8 anni). Il boss di Zungri Giuseppe Accorinti è stato condannato a 12 anni e 7 mesi, mentre 13 anni e 4 mesi la condanna per il boss Luigi Mancuso di Limbadi, e 17 anni per Alessandro La Rosa di Tropea e 13 anni e 9 mesi per il boss di Cessaniti Francesco Barbieri. Condanna a 16 anni e 6 mesi per l’imprenditore di Briatico Luigi Barillari, a 22 anni per Armando Bonavota (ritenuto a capo dell’omonimo clan di Briatico), a 21 anni Armando Galati, ritenuto uno dei boss di Mileto, a 21 anni per Pasquale Pititto di Mileto. Prescrizione per Saveria Angiò di Tropea (impiegata della Prefettura di Vibo e cognata del boss di Tropea Tonino La Rosa).
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