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Lamezia TermePubblichiamo la nota del deputato Sebastiano Barbanti in merito alla situazione della fondazione Terina

“Nell’incontro avuto stamattina con i dipendenti di Terina, in particolare con quelli impegnati nel progetto Food@Life, è senza dubbio emersa la loro voglia di mostrare quanto l’impegno da loro riversato nel lavoro sia pari all’angoscia nei riguardi del futuro della struttura a cui non si riesce a dare un giusto valore nonostante le potenzialità oggettive. Professionalità che ho sempre per lo più considerato vittime e non colpevoli di una situazione molto comune a quasi tutti gli enti inhouse della Regione Calabria: in questi si accumulano buchi nei bilanci, poca o nulla trasparenza, assunzioni senza concorsi e spesso non per merito ma per conoscenze e parentele di vario grado. Professionalità e potenzialità della Fondazione che ho potuto apprezzare qualche settimana fa quando fui accolto amichevolmente e accompagnato nella visita alla struttura dall’Avv. Pasqualino Scaramuzzino, già commissario e presidente della Fondazione, dalla Prof.ssa Maria Teresa Russo, responsabile scientifica della Fondazione e da alcuni dipendenti. Stamattina inoltre, nel cordiale quanto amichevole confronto con indipendenti, ho potuto esporre le motivazioni del mio esposto all’ANAC, esposto che mira a tutelare proprio le loro professionalità e il loro lavoro dalla manifesta mancanza di trasparenza e degli obblighi che la normativa impone. Certo, da ben altre persone attendo una risposta in merito alle mie osservazioni, ma non dispero perché, molto probabilmente, arriveranno nei prossimi giorni”.

“Ed è a questi interlocutori che vorrei chiedere perché almeno dal 2013 la Regione stia esercitando il controllo analogo sulla Fondazione Terina che è poi la più importante clausola che consente di definire in house la stessa Fondazione. Perché si sia sostituito un presidente con un commissario senza che nulla sia cambiato. Perché si siano susseguiti in 7 mesi ben 3 commissari, uno dei quali si è trovato nella doppia veste di Commissario e di Dirigente Generale del Dipartimento Agricoltura che per legge esercita il controllo analogo sulla Fondazione, quindi nelle sue mani un doppio controllo, quello analogo e quello di merito. Per caso sono state accertate carenze, inefficienze, distrazioni, o quant’altro nella gestione della Fondazione? Se così è stato, pretendiamo di sapere quali siano e chi ne sia responsabile. Se invece nulla di irregolare è stato compiuto perché non lo si chiarisce e afferma pubblicamente e si chiude questa vicenda nella quale ballano oltre 10 milioni di euro di fondi pubblici? Se, infatti, è positivo spendere i Fondi Europei, molto più positivo, anzi indispensabile, è spenderli secondo normativa, con efficienza ed in modo che generino indotto economico. Altrimenti se dobbiamo spendere senza risultati positivi per la comunità regionale, come molto spesso accade, forse allora sarebbe meglio dare a tutti i giovani disoccupati un sussidio in cambio non di voti ma di attività di interesse collettivo e pubblico. Certo è che la politica dovrebbe assumersi la responsabilità di arrivare prima di un possibile intervento della Magistratura o della Corte dei Conti o del Miur o di Cantone. La Fondazione Terina, se ben valorizzata e correttamente utilizzata, può rappresentare un asset fondamentale per lo sviluppo di un importante comparto quale quello agricolo per tutta la Regione e l’impegno che ho preso, anche con i lavoratori, è proprio quello di fare tutti i passi necessari e consentiti perché si arrivi a dire una parola certa e definitiva sulla situazione della Fondazione Terina, sul suo futuro e su quello dei lavoratori”.

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