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Lamezia Terme – Il 249esimo anniversario della fondazione della guardia di finanza è, come ogni anno, anche occasione di bilancio. È stato, infatti, presentato il bilancio operativo dal primo gennaio 2022 al 21 maggio 2023. Nel corso dell’anno 2022 e nei primi 5 mesi del 2023, i Reparti del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro hanno eseguito complessivamente 4.685 interventi operativi e 2.270 indagini delegate dalla magistratura ordinaria e contabile, in tutti gli ambiti operativi della propria missione istituzionale di seguito delineati. Diversi i temi affrontati dalla lotta all’evasione, all’elusione e alle frodi fiscali; tutela della spesa pubblica; settore sanità; Contrasto alla criminalità economico-finanziaria; reddito di cittadinanza; controllo del territorio e contrasto ai traffici illeciti; tutela del corretto impiego delle risorse finanziarie del Pnrr.

In particolare, osservando il bilancio in merito al territorio Lametino emerge che “in alcuni casi, ai fenomeni di sommerso da lavoro si accompagnano altre situazioni gravi in danno dei dipendenti. A tal riguardo, si ricorda l’operazione svolta dalle Fiamme Gialle del Gruppo di Lamezia Terme, denominata “Articolo 36”, che rientra in un progetto investigativo studiato dalla Procura della Repubblica di Lamezia Terme e dalla Guardia di Finanza, attraverso il quale si intende fronteggiare il pervasivo fenomeno dello sfruttamento dei lavoratori. L’attività investigativa, sviluppata durante gli ultimi 17 mesi, ha portato il Gruppo di Lamezia Terme a segnalare 6 soggetti all’Autorità Giudiziaria per il reato di “caporalato”, e ad accertare 126 vittime da sfruttamento del lavoro”.

In riferimento alle attività della Gdf di contrasto alla criminalità economico-finanziaria, in tale ambito, meritano di essere ricordate alcune rilevanti attività eseguite dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Catanzaro, tra queste l’operazione “Mare Magnum”.

“Esecuzione di un decreto di sequestro finalizzato all’applicazione della confisca prevista dal Codice Antimafia di beni del valore di oltre 800 milioni di euro, riconducibile a tre fratelli, imprenditori lametini nel settore della grande distribuzione alimentare". Si tratta di un provvedimento di natura cautelare, adottato ex art. 20 D.lgs. n.159/2011, dal Tribunale di Catanzaro nell’ambito del procedimento di prevenzione avviato con la proposta di applicazione della misura di prevenzione personale e di quella patrimoniale della confisca, sulla base delle complesse indagini di natura economico-patrimoniale svolte, anche con l’ausilio di sofisticati software, a opera degli specialisti del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, volte a verificare "la provenienza dell’ingente patrimonio, riferibile ai destinatari del provvedimento e la sproporzione rispetto ai redditi dichiarati e all’attività lavorativa".

Nell’ambito del contrasto ai traffici illeciti di droga si inserisce l’operazione “Svevia”. Il Gruppo Lamezia Terme, a seguito di indagini originate da un servizio svolto d’iniziativa, svolte dapprima alle direttive della Procura della Repubblica di Lamezia Terme e, successivamente della D.D.A. di Catanzaro, ha deferito a quest’ultima A.G. n. 65 soggetti partecipi a un’organizzazione di spacciatori di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, eroina, hashish e marijuana, operanti tra Roma e Lamezia Terme. Nel corso delle indagini sono stati effettuati arresti di alcuni degli indagati, sorpresi in flagranza di reato, e sequestrate armi e stupefacenti. I vertici di tale organizzazione sono ritenuti affiliati a consorterie della ‘ndrangheta e, per quanto riguarda il gruppo operante nella capitale, si tratta di personaggi contigui al noto clan dei “Casamonica”. Nel corso delle attività investigative è anche emerso che alcuni degli indagati hanno avuto disponibilità di armi ad alto potenziale come un “bazooka”. L’operazione ha consentito di ottenere i seguenti risultati: esecuzione di un’ordinanza applicativa di misure cautelari emesse dal Tribunale –Sezione GIP/GUP- di Catanzaro, su conforme richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia alla sede, nei confronti di 49 persone, delle quali 40 sono finite in carcere, 6 ai domiciliari e 3 sottoposte all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

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