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Cosenza – E' accusata di omicidio volontario Giovanna Leonetti, la biologa 37enne sospettata di aver ucciso la figlia di 7 emesi, ieri a Cosenza. La donna avrebbe uccisola bambini, soffocandola con un cuscino per poi tentare di togliersi la vita ingerendo dei barbiturici. Il decreto di fermo è stato notificato dai Carabinieri del Comando provinciale di Cosenza e la donna, ora, si trova piantonata in ospedale dalle forze dell’ordine, dopo essere stata portata ieri dal marito, Francesco Luberto, avvocato 41enne.

Il fatto  avvenuto intorno alle 13, al primo piano dello stabile, su tre livelli, in via Molinella, nel centro storico di Cosenza, dove la famiglia abitava. In casa, al terzo piano, c'erano anche la nonna della piccola insieme alla badante. A dare l'allarme sarebbe stato il padre della bambina che, una volta rientrato, ha trovato il corpo esanime della figlia e la moglie priva di sensi su una poltrona. I carabinieri, dopo essere giunti sul posto, hanno effettuato un sopralluogo nella casa rilevando gli elementi di interesse investigativo da riferire al pm di turno della Procura della Repubblica titolare dell'inchiesta. La donna è accusata di omicidio volontario aggravato e attualmente si trova piantonata in ospedale, dove è stata portata dopo che il marito al rientro a casa ha trovato la piccola in fin di vita e ha allertato il 188. Le cause del gesto, sarebbero da ricercare in un momento di instabililtà emotiva della donna, che non sopportava, secondo quandto riferito da una sua amica, che la bambina non la facesse dormire.

La madre soffriva depressione post partum, in cura da settembre

Era in cura da uno specialista per depressione post partum, Giovanna Leonetti, la donna di 37 anni accusata di avere ucciso la figlioletta Marianna, di sette mesi, soffocandola con un cuscino a Cosenza. Dallo scorso mese di settembre, dopo un mese dalla nascita della bambina, avuta dal marito l'avvocato Francesco Luberto, la donna, come hanno avuto modo di appurare gli investigatori, assumeva farmaci per cercare di tenere a bada una forma acuta di malessere psichico. Le precarie condizioni di salute della donna sono state confermate dal marito che è stato interrogato dai carabinieri assieme alla madre della donna e alla badante, tutte persone che erano presenti ieri nello stabile del centro storico di Cosenza dove si è consumata la tragedia. In particolare il marito, sentito dagli investigatori del comando provinciale dell'Arma e dalla Compagnia di Cosenza, nell'immediatezza, è apparso subito convinto della colpevolezza della donna. L'uomo, dopo avere trovato la bambina, il cui viso era coperto da un cuscino, ha scorto la donna sprofondata su una poltrona con a terra una scatola vuota di barbiturici. Giovanna Leonetti, davanti al marito, avrebbe farfugliato qualcosa di incomprensibile. Marianna era la prima figlia di Francesco e Giovanna, coppia conosciuta a Cosenza, che si erano sposati nel 2013.

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