Salta al contenuto principale

tribunale-vibo-valentia.jpg

Vibo Valentia - "Ho chiesto voti per mio nipote, candidato a sindaco di Ricadi, anche a Pantaleone Mancuso ed alla moglie Domenica Torre perchè sapevo che la figlia aveva sposato un cittadino di Ricadi". E' quanto ha ammesso in aula, davanti al tribunale di Vibo, don Giuseppe Saragò, da 50 anni parroco di Limbadi, chiamato a deporre nel processo "Black money" contro il clan Mancuso di Limbadi. Il teste ha confermato che effettivamente nel 2011, in occasione delle elezioni amministrative del comune di Ricadi (Vv), si recò a casa del boss Pantaleone Mancuso, detto "Vetrinetta", per "chiedere qualche voto per mio nipote, così come - ha aggiunto - mi recai pure da altri cittadini di Limbadi che sapevo avevano dei parenti residenti a Ricadi al fine di aiutare elettoralmente mio nipote".  

Il nipote del sacerdote non venne poi eletto sindaco, ma solo consigliere comunale di minoranza. Gli atti dell'inchiesta ed una sentenza emessa per altri imputati che hanno scelto il rito abbreviato, hanno già accertato che della famiglia Mancuso raccolse il solo voto della figlia del boss, mentre altri componenti della famiglia sostennero dei candidati diversi. Gli organi elettivi nel comune di Ricadi scaturiti dalle elezioni del 2011 che hanno visto vincente la lista del sindaco Pino Giuliano sono stati poi sciolti per infiltrazioni mafiose nel febbraio 2014.

Ho provato ad aiutare questo mio nipote cercando qualche voto a Ricadi, non a Limbadi, dove risiedeva la figlia" di Pantaleone Mancuso, di 68 anni. Il religioso, 75 anni e che da 50 anni svolge la sua missione pastorale nel piccolo centro del Vibonese, ha ricordato la vicenda della candidatura a sindaco di Ricadi con una lista civica del congiunto, Francesco Saragò, evidenziando, poi, rispondendo alla domanda se conoscesse o meno Pantaleone Mancuso e la moglie Domenica Torre, che la "parrocchia è come una strada e io cammino per le strade e conosco tutti". Il pm Marisa Manzini ed i giudici del Tribunale hanno chiesto al teste di essere più preciso ricevendo una risposta affermativa: "Ho provato ad aiutare questo mio nipote cercando qualche voto ma non a Limbadi, a Ricadi, e può darsi che sia anche andato a casa sua". Il nipote del sacerdote non venne eletto sindaco ma consigliere comunale di minoranza al Comune di Ricadi poi sciolto per infiltrazioni mafiose nel 2014 proprio a seguito dell'inchiesta Black Money.

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.